venerdì 2 dicembre 2016

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Codice Genesi (The Book of Eli, 2010)

Oggi l'astronave di SuperFantaScienzo ci sbarca nel 2010, anno che sembra dietro l'angolo e invece già è passato un botto. E a proposito di botti, The Book of Eli - ribattezzato in Italia Codice Genesi giusto per a) usare la parola Codice, che fa molto danbràun, b) sminchiare il gioco di parole del titolo originale tra il nome del protagonista, Eli, e il significato di quella parola in ebraico (Dio) - è un film postapocalittico di quell'anno in cui Denzel Washington se ne va in giro in un'assolatissima America del dopobomba, portando con sé la parola del Signore. Letteralmente. Ed è così preso dalla sua missione, così focalizzato sul suo compito, che non si bomba Mila Kunis quando ne ha l'occasione. Fischi e lanci di poppicorno dalla platea [...]
Codice Genes... facciamo che lo chiamiamo The Book of Eli e basta? Andata. The Book of Eli dei fratelli Hughes veniva descritto da chiunque, alla sua uscita, come "il film di Fallout 3", giusto perché la gente non sa niente e l'americano medio non conosceva né Ken il Guerriero, né la fonte d'ispirazione principale di quest'ultimo (Mad Max 2), né le opere a cui lo stesso Mad Max e tutti gli altri hanno attinto, come A boy and his dog, uno dei film postapocalittici più importanti di sempre. I fratelli Hughes invece sì, tanto è vero che A boy and his dog viene omaggiato in The Book of Eli con una citazione sottilissima: una locandina sbattuta in faccia allo spettatore per un minuto o giù di lì.
Ma insomma, prima che George Miller rispiegasse un attimo al mondo con Fury Road che il sottogenere ha la sua firma e la sua faccia e perfino le sue mutande usate, ricordi il te stesso di sei anni fa che esce dal cinema confuso. Non avevi trovato affatto The Book of Eli un brutto film. Alcuni spunti ti erano proprio piaciuti. Però altre cose non funzionavano a tal punto da trovarle decisamente fuori luogo. Perciò ora ci mettiamo lì, con calmina, e parliamo degli uni e degli altri, degli elementi fighi del film e di quelli da vabbè, senza spoilerazzi gravi per chi il film non l'avesse ancora visto.
La luce. L'idea della luce fortissima, del sole senza filtri per il "buco nel cielo", è cazzuta, anche se un po' troppo spiegata. Al solito mondo desertificato (la base degli scagnozzi di Gary Oldman è l'Orpheum Theatre, quello che la circonda è quanto resta della Downtown di Los Angeles) si è affiancato l'obbligo di usare occhiali da sole o da saldatore, perché il sole picchia e non vedi una fava. Da qui la fotografia del film che sembra passata nella candeggina, un bianco splentitosplentente costellato dal nero sulle facce, dei crateri da esplosione, degli animi. Un posto luminosissimo ma super-tetro, in cui se c'hai il Parkinson sono doppiamente razzi amari, perché è facile ti prendano per un cannibale.
La religione. Ovvero la sua assenza, in un mondo che ne fa a meno forzatamente, avendole attribuito le colpe di quanto successo. Pure questo, anziché leggersi tra le righe, è evidenziato con un uniposca giallo fluo all'uranio a punta grossissima, ma dà un senso al film. Non c'è più la religione, eppure è una bibbia, un libro sacro, a muovere il protagonista e il suo antagonista. Lui, Eli, convinto di portare avanti una missione per conto di Dio, come i Blues Brothers; l'altro, Carnegie (un Gary Oldman sempre a suo agio nei panni del villanzone isterico), consapevole del fatto che con la religione la gente ignorante la riduci ai tuoi piedi in un batter d'occhio. Nota: è quello che pensa e dice il personaggio nel film, non una tua considerazione sulla faccenda, perciò i teocon sono pregati di non frantumare the mazzarell, grazie. Nota 2: è vero, comunque.
Tra i pregi ci mettiamo pure l'attitudine da ninja di Denzel Washington, che ammazza decine e decine di nemici con il sangue freddo di Goemon e la mira di Jigen, il che pone la faccenda della sua missione sotto tutta un'altra - si perdoni il gioco di parole - luce. E, naturalmente, trasforma il suo Eli in una



Buttato il primo foglietto della spesa, passiamo al secondo, con l'elenco delle robe che non vanno. Essenzialmente, parte dei tizi che quel mondo lo popolano, a cominciare dai due buoni. Niente più tecnologia, pochissima acqua, ma Eli se ne va in giro con un iPod, gli occhiali e lo zainetto Oakley.
Solara (Mila Kunis) è vestita come una normale turista in visita a Roma per mangiare patatine olandesi. E poi ci sono un po' di mimmate talmente evidenti che proprio non si spiegano, cose che fanno soprattutto i cattivi (tieni chiuso sotto chiave un tizio e non gli levi LA PISTOLA?) che assieme all'eccessiva tendenza allo spiegonismo e a un finale un po' troppo convenzionale (va' Malcolm McDowell com'è diventato vecchio!) ti hanno azzoppato in parte l'entusiasmo. Non discuti la grossa mano che il Principale dà a Eli per tutto il film perché quella è l'essenza stessa della pellicola. Eli è una sorta di profeta postapocalittico, con almeno una cosa in comune con il sommo sacerdote biblico con lo stesso nome (vedi spoiler di prima).
The Road o le robe di George Miller sono di un altro pianeta, però non te la senti di bocciare The Book of Eli e il suo protagonista con gli occhiali e lo zainetto costosi e la memoria prodigiosa. Oggi, soprattutto dopo Fury Road, tante cose non è facile digerirle, ma una visione casalinga (lo trovate pure su netflix) in fondo se la merita. E comunque mezza giapponesina di Blade Runner in più per la citazione fischiettata di Leone, oh. Kudos. 

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41 commenti:

  1. Non l'ho visto molto tempo fa,non mi è dispiaciuto tutto sommato,questi film che trattano il futuro devastato e post atomico li guardo volentieri.
    Mi fa strano vedere Denzel nei ruoli da "duro" ma è una mia opinione,invece sul discorso che gli ignoranti con la religioni li plagi come vuoi sono assolutamente d'accordo

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    1. C'era uno, uno famoso con la barba, che oltre a definirla oppio dei popoli, la indicava come il gemito degli oppressi. Perché la religione guarda in faccia ai problemi, snocciola le sofferenze, evidenzia gli sbagli, dicendoti/illudendoti (ognuno ci metta qui il verbo che ritiene più opportuno) che nella vita dopo la vita ogni torto verrà appianato.

      Sociologia molto spicciola, oggi, si perdonino le ovvietà.

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    2. Esattamente,le religioni sono questo.
      Io ci metto un "illudendoti" anche perché dopo chi lo sa se c'è davvero un'altra vita o qualcosa a cui dover rendere conto

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    3. La riduzione della religione alla mera questione dell'aldilà è un po' pretestuosa. E le analisi sociologiche dovrebbero anche tener conto dello sviluppo antropologico che la religione ha prodotto. La visione di Marx è valida solo in parte e comunque chi fa di tutta l'erba un fascio parlando di religione (ma spesso intendendo solo il cattolicesimo) non conosce il valore esperienziale. Del tipo: ma puoi capire il sapore della nutella senza mangiarla ma solo facendotela descrivere?

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    4. Giusto per amore di discussione e per restare all'esempio, non mi risulta affatto che Marx sia nato ateo, eh. :)
      Bella la metafora in fondo, ma aver sperimentato una religione non significa poter comprendere le altre, credo. Prova a comparare una qualsiasi forma di cristianesimo con lo scintoismo o un culto animista: sono così diverse che si fa fatica ad attribuire in entrambi i casi lo stesso significato alla parola religione (come illustrava un ottimo articolo su Internazionale qualche settimana fa, proprio parlando dei fedeli giapponesi).

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  2. L'ho visto anni fa e l'ho trovato...insipido?
    Non mi è nè piaciuto nè dispiaciuto.

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  3. mi ricordo che andai tutto gasato, insieme ad un amico, perchè era il film di Fallout :P
    Comunque non lo trovai male, mi divertii anche per le mimmate, come spesso succede quando nei film americani di mazzate e vendette in un futuro/passato/presente incerto ci mettono il Principale, per scalciare i cooli o per farseli calciare.
    Detto questo, ahimè non avevo ancora visto i film di Mad Max al tempo, perciò rimane ancora il film di fallout per me

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  4. Me lo ricordo bene questo film, pure io trovai mila Kunis fuori ruolo qui dentro, ma devo ammettere che la spaccaculaggine di Denzel Washington col suo Eli mi rese indifferente agli eventuali difetti.
    Ah, Gary Oldman è un grande, finora il miglior attore a non aver mai vinto un Oscar.

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    1. Ma dai... ero convintissimo che l'avesse vinto per Dracula e invece nisba..

      cioè hanno dato una nomination a Pat Morita per Miyagi e niente oscar a Oldman?!?

      cheers

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    2. Lasciamo perdere, a vedere chi ha vinto quella statuina può venire male.

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. SPOILER
    Riguardo quello che scrivi sotto il tag SPOILER nella prima riga.
    Io non l'avevo mai considerato, anzi. Ho sempre interpretato la rivelazione sul libro come una sua capacità, non una sua necessità. Allo stesso modo in cui avrebbe potuto fare Solara

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  7. Me ne parlarono molto bene ai tempi a livello di fotografia.
    Ho sempre voluto dargli una possibilità ma per una cosa o per l'altra non l'ho mai fatto e ho sempre rimandato...e stirazzi sono già passati quasi 7 anni?

    Avendolo su Netflix magari è la volta buona, magari, se non mi perdo prima in mezzo al mare di serie che devo ancora vedere...

    OT: Ehi ma sbaglio o siamo entrati nel mese delle Selezioni del Minollo d'Oro?! Endeuineris...

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    1. Non sbagli, si parte domani!

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    2. benissimo appuntamento al 12 di frimaio ( per noi rivoluzionari)

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  8. A me era piaciuto, è uno di quei film di Denzel Washington dove lui "fa denzel washington", ovvero è troppo "figo", troppo abile, troppo tagliente con le lame e con le battute, però a differenza degli altri suoi film del genere non è un vecchio tramviere che però era stato un seal, o un vecchio lavacessi che però ne sa più di tutti di astrofisica.

    A parte questo, un po' mi ha ricordato quel fumetto giappo di cui sinceramente non ricorderò mai il nome in cui una specie di prete girava in un mondo post-apocalittico menandole di santa ragione. Ora lo cerco, se lo trovo è un miracolo :D

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    1. Quello con le stelle ninja a croce? Potrebbe essere proprio Priest?

      http://www.imdb.com/title/tt0822847/

      Cheers

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  9. Non vorrei andare troppo OT ma mi sono appena riletto la classifica dei 15 film di fantascienza distopica/posta degli anni '70. Volevo solo dire che "Soylent Green" è tratto dal libro "Make room! Make room!" di Harry Harrison, davvero molto bello.

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  10. L'ho apprezzato molto questo film, nonostante non mi faccia impazzire Denzel come attore (non per come recita ma perchè mi è sempre stato un po sui maroni).
    C'è una scena all'inizio del film in cui Eli è sopra ad una strada sopraelevata mezza distrutta e guardando giù vede dei tizi in stile punk con moto e macchine che assalgono un piccolo gruppo di persone che viaggiavano a piedi, ecco quel pezzettino è Ken il Guerriero allo stato puro :)

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  11. Mi trovo d'accordo con la recensione, bel film, ottima fotografia, però manca quel qualcosa che mi invogli a seguire con attenzione la storia, a tifare per i protagonisti od odiare il villanzone, e Denzel Washington è bravo percarità, ma qui sembra uno che viene spedito dalla moglie all'Esselunga per comprare lo yogurt magro, ha quel tipo di carisma lì.

    C'è da dire che nel 2010, oltre a questo, uscì anche Stake Land, l'ho recuperato in Tv anni dopo (grazie Rai4), bel film su: vampiri-zombi, bassisti carismatici e postapocalisse, realizzato con un piatto di lenticchie ma venuto molto molto bene, checché ne dicano su IMDB.

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    1. Non lo conosco Stake Land ma ora che lo hai menzionato vado a cercarmelo!!

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    2. Ok ho visto il trailer e sembra figo, oltretutto ho scoperto che prima del film uscirono 7 webisode che fanno da prequel sui personaggi del film.

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    3. Pensa che io non conoscevo l'esistenza dei webisodes, ora me li devo guardare :)

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  12. AVVISO DI MINISPOILER! Sì, bello il film, l'atmosfera, le scene d'azione, le luci, e tutto quanto... Ma il finale col protagonista cieco non si poteva proprio vedere, scusatemi il gioco di parole!!! Che manco il DareDevil dei fumatti, dai!

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. SPOILER
    .
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    Mimmate a parte, ripensando ad alcune scene alla luce della riveazione finale (Eli è cieco), trovo non poche incongruenze che finiscono per minare tutto il film.
    Ok, quando combatte sfrutta l'udito e altri sensi. Ma quando cammina come fa? Ripenso alla scena di Eli che percorre una sopraelevata che si rivela mezza crollata e Denzel, bello paciarotto, si ferma proprio sul ciglio. O quando, in una casa abbandonata, trova il cadavere di un impiccato e trasalisce come lo spettatore per la sorpresa.
    Insomma, va bene l'intervento divino, ma qui si esagera.

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    1. C'è il doppio trucco.

      [SPOILER]
      ...
      ...
      ...
      ...
      Nella scena del ponte sente cascare una pietra. In quella dell'impiccato trasalisce per qualcosa che casca (una porta o un pezzo di legno, non ricordo), non per la vista in sé, anche se la scena porta a pensarlo la prima volta. Sul come faccia a camminare, segue la strada verso Ovest. Non c'è molto in cui perdersi. Fa molta più scena che accoppi (all'arma bianca o con una pistola) tutta quella gente da cieco, ma lì Zatoichi Reloaded / La mano del Principale che l'aiuta.

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    2. Ciao Doc, confesso di non ricordare bene i dettagli: in effetti sarebbe interessante una seconda visione per cercare possibili incongruenze. Ad esempio mi piacerebbe riguardare la trattativa nel negozio in cui si fa ricaricare l'ipod.

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  15. Non mi è dispiaciuto affatto. Certo, un film da visione casalinga, absolutely, da serata italia/canale qualcosa.
    E il plot twist

    SPOILERotfl mistico /SPOILERotfl

    mi ha sorpreso e non mi è dispiaciuto. Anzi.
    E si, la Kunis messa li solo perché andava di moda.

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  16. Cooooosa? Ho letto lo spoiler.....ma io non mi sono accorto di niente! Ora mi tocca rivedere il film da capo. Neanche ce l'ho, l'ho visto sempre in tv anche pochi mesi fa. Aspetto una rimessa in onda.
    Improvvisamente mi è tornato ad essere un film interessante per questo spoiler.

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  17. Non vorrei andare OT, ma voglio ricollegarmi al discorso sulla religione.
    Non trovo di per sè sbagliato il credere in qualcosa, trovo sbagliato pensare sia la tua missione imporre agli altri il tuo credo e soprattutto foderarsi gli occhi di fronte alla scienza e al progresso (ad esempio i testimoni di Geova con le medicine).
    Qualche giorno fa ho parlato con una ragazza, max 30 anni, che, oltre ad assurde teorie creazionistiche (Adamo ed Eva sono come papà e mamma), mi garantiva che la terra è ferma e il sole le gira intorno. Ne è certa perché "se girasse vulassimo tutti 'nt'all'aria" (non credo serva tradurre).
    Quindi ben venga un Denzel dalla super-memoria, ma dovrebbe camminare, invece che con la Kunis, con un Piero Angela che lo prende a schiaffi se esagera.

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  18. Film carino, dei fratelli Hughes avevo molto apprezzato la trasposizione del fumetto di Alan Moore chiamato From Hell dove recitavano Johnny Depp e quella maggiorata di Heather Graham senza scordarsi poi di un potentissimo Ian Holm. Tornando a questa pellicola che hai recensito devo dire che hai ragione Oldman con i cattivi non sbaglia quasi mai.

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  19. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  20. Mi piacque e mi piace tanto. ovviamente Fury road è un altra cosa, ma in confronto a tanti altri è fatto bene. Alcuni dettagli non li avevo colti, e questo post me lo fa rivalutare ulteriormente al rialzo come film.
    Piace.

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  21. Visto e dimenticato... Forse forse dovrei rifare una ripassata

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  22. A me piacque tantissimissimo! Quando si scopre lo spoiler, sono rimasta come uno stoccafisso :) . Poi me lo sono rivisto sapendo lo spoiler e mi ha fatto un po' meno effetto. Un po' come il sesto senso, ho gridato al capolavoro,poi l'aspirina ha fatto effetto. :D

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  23. A me piacque tantissimissimo! Quando si scopre lo spoiler, sono rimasta come uno stoccafisso :) . Poi me lo sono rivisto sapendo lo spoiler e mi ha fatto un po' meno effetto. Un po' come il sesto senso, ho gridato al capolavoro,poi l'aspirina ha fatto effetto. :D

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  24. E' proprio quello che intendevo, in realtà la pensiamo allo stesso modo. Le differenze sono molto marcate ed è proprio per questo che trovo riduttive le critiche "alla religione".

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