venerdì 9 dicembre 2016

27

Visione, Black Science, Plutona, i Super Robot, No Gun's Life

Versione una volta tanto veloce di Microletture, giusto per non lasciare sedimentare troppi chili di fumettame, ché poi vengon fuori le solite lenzuolate di testo. In questo numero: Visione, Black Science, Plutona, No Gun's Life, Gundam Thunderbolt, Guida ai Super Robot, C'era una volta... prima di Mazinga e Goldrake [...]
Black Science #1-4 - 14 pilastri l'uno
È normale restare confusi durante la lettura delle prime pagine del primo volume (dei quattro pubblicati finora) di Black Science. La storia di Rick Remender (Low, Tokyo Ghost) ti lancia senza paracadute direttamente in medias res, nel bel mezzo di un viaggio interdimensionale andato storto. Da lì in poi, però, si costruisce non solo il presente, l'avventura senza limiti dello scienziato anarchico e dall'animo punk Grant McKay, dei suoi due figli e dei suoi colleghi attraverso le dimensioni, ma anche il background di ciascuno di loro. Quello che ne viene fuori è un fumetto di fantascienza incredibile, in cui l'immaginazione galoppa sfrenata come un cavallo cyborg, tra tecno pellirosse, soldati romani del futuro e paradossi pandimensionali, scritto divinamente e con dei dialoghi potentissimi. Il quarto volume sembra partire più lentamente degli altri, perché McKay deve fare i conti con il proprio di passato, letteralmente, ma si chiude con le tre pagine a fumetti più belle che tu abbia letto negli ultimi mesi. Quel monologo/finto dialogo su Dio e sul destino della persona che lui è andato fin lì a cercare? Bellissimo.
Ma probabilmente Black Science non ti avrebbe scimmiato tanto se non avesse avuto anche un comparto grafico pazzesco. Sei un superfan di Matteo Scalera, e qui scatta l'aneddoto della cena lucchese con i coinquilini tuoi e di Drakkan, un mese e rotti fa, quando hai scoperto solo tipo dopo un'ora che uno di loro era perlappuntamente Scalera. Bene, il suo tratto, unito alla notevole colorazione digitale di White prima e Diniso poi, trasforma le dimensioni folli immaginate da Remender in un trip lisergico. I suoi personaggi sono stilizzatissimi (Grant ha una pippa enorme al posto del naso), lo storytelling mostruoso, con quel tocco di fantascienza vintage, da cover Urania dei bei tempi, che non fa per niente male. Anzi.
Besides: un antieroe così diverso, sbagliato, antipatico, egoista e umanissimo per cui fare il tifo non l'avevi mai visto. Capolavorò.
Plutona - 14 segreti
Una banda di ragazzi s'imbatte nel cadavere di uno dei super-eroi più famosi della loro città e... La storia, scritta da Jeff Lemire (Occhio di Falco, Descender) ed Emi Lenox è intrigante per quanto molto semplice, ma i disegni della stessa Lenox non li hai trovati facili da digerire, per questo stile bambinoni con gli occhi grandi non adattissimo a degli adolescenti da liceo (tranne quello col gameboy in mano, quello è proprio un rEgazzino).
Lettura piacevole e le parti del fumetto dell'eroina, che s'intrecciano con la vicenda principale, sono sfiziose. Magari però disegnato da qualcun altro ti garbava di più. Diciamo no agli occhioni bambinoni.
Visione - Un po' peggio di un uomo - 14 sintezoidi
Qui basta lanciare il superquotone a tutti gli antristi che ne dicevano gran bene nelle settimane passate. Cosa succede se Visione decide di metter su famiglia all'improvviso e se ne va a vivere in un tranquillo quartiere residenziale? Se gli androidi sognano pecore elettriche (forse), i sintezoidi sognano di condurre un'esistenza normale, nonostante il loro piglio da superprecisini della fungia cosmici, ma quella che all'inizio può sembrare una semplice metafora sull'integrazione e l'accettazione del "diverso", diventa molto di più. Innanzitutto perché i primi sei albi di The Vision raccolti in questo volume non sono affatto avulsi dal Marvel Universe attuale. La vita di Visione come Avenger si affianca a quella di padre e marito, e tutti e quattro i membri della famiglia si ritagliano il loro spazio. La domanda è: i sintezoidi mentono? E cosa sono disposti a fare per tenersi quello che hanno? Ma il vero protagonista del volume è la voce narrante, un narratore onnisciente alla Tiziano Sclavi, che in un tripudio di didascalie da Alan Moore dei bei tempi svela, anticipa, teasera gli eventi incatenando il lettore alle sue pagine. Speri davvero che Tom King (un curriculum, il suo, imbottito più che altro di Batman e altre serie DC) scriva anche dell'altro per la Marvel, visto quanto è bravo. Ah, sarà un caso che le matite di Gabriel Hernandez Walta ti ricordino alla lontana Dave Gibbons? Una famiglia di Dottor Manhattan (quello vero) colorata di rosso come vicini di casa: attenti a voi, rompiballe che mettete la zeppa ai citofoni.
Consigliatone. Che vi piacciano i super-eroi Marvel o meno, è una lettura incredibile. Curiositade superflua: nelle pubblicità sugli albi Panini il volume viene descritto come "I Visione", ma sulla copertina vera e propria (vedi sopra) è "La Visione".
No Guns Life - 5,90 proiettili
Siamo abituati a vedere manga dalle premesse molto bizzarre. Quasi ogni shonen e seinen parte da uno spunto originale, del resto, per colpire il lettore. Nel caso di No Guns Life, di Tasuku Karasuma, si tratta della proliferazione post-bellica degli extended, persone con impianti che donano loro particolari capacità. Juzo Inui, il protagonista, è un pistola, nel senso che si è fatto impiantare una pistola al posto della testa. Sì, esatto. Segue storia hardboiled in salsa sci-fi sufficientemente folle, che ti ha colpito soprattutto per lo stile di Karasuma, che risulta molto particolare pur non abbandonando i canoni del genere. Di questo primo numero (venduto solo in fumetteria), la  Star ha pubblicato anche una versione variant con cover dublefàcch, con la copertina originale su un lato e un'interpretazione del personaggio da parte di Giacomo Bevilacqua sull'altro. 
Spunto folle, storia bizzarra più che brillante, disegni ottimi.
Mobile Suit Gundam Thunderbolt #7 - 6 zaku
Restando in casa manga Star, continua a rullare Gundam Thunderbolt. La Federazione, con Io e altri reduci delle battaglie nel settore Thunderbolt, è ora alle prese con i monaci dell'Allenza dei Mari del Sud. La svolta guerra sacra temevi potesse mandare tutto in vacca, ma la formula non cambia: storie di uomini, battaglie con i mobile suit rese benissimo, personaggi carismatici. I Gundam e gli altri MS schierati continuano ad essere bruttazzoni, ma oh, non si può avere tutto dalla vita. Vai Yasuo Ohtagaki, avanti così. 
Numero dopo numero, Thunderbolt continua ad essere uno dei migliori spin-off a fumetti della prima serie di Gundam, oltre che uno dei tuoi manga preferiti in assoluto degli ultimi anni. E sì, prima o poi dobbiamo parlare dell'adattamento anime di Thunderbolt (oltre che di Gundam Origin III, ché il Blu Ray sta lì a prender polvere da Lucca). 
Per la sottorubrica "Indie per cui", produzioni piccole ma degne di note, questa volta ci spariamo due libri sui robottoni giapponesi scritti da altrettanti amicici dell'Antro: stesso ambito, ma molto diversi in quanto a stile e contenuti. C'era una volta... prima di Mazinga e Goldrake, di Massimo Nicora (per il lavoro che fai, sono tipo dieci anni che leggi email di Massimo ogni giorno...) esamina con piglio storico l'humus in cui i robottoni di Nagai e compagni hanno germogliato. Tutto ciò che è venuto prima, insomma, e prendendola alla larga si racconta come e perché i manga sono nati in Giappone e per quale ragione i giapponesi hanno subìto da sempre il fascino dei robot giganti (il primo in assoluto appare in un manga di epoca bellica, nel '43). Dal commodoro Perry a Tetsuwan Atom (Astro Boy), insomma, da Tetsujin 28 e Astroganga a Kyashan, da Cyborg 009 ad altri robot dimenticati dell'animazione nipponica, come Eight Man. Il libro copre 186 pagine, costa 16 carte e si trova dagli amazzonici.
Guida ai Super Robot di Jacopo Nacci (Odoya, 300 pagine circa, 20 euro; anche questo lo trovate sugli store digitali come amazon) si occupa invece dei robottoni che son venuti dopo. Ma anziché affrontare gli aspetti tecnici e storici della faccenda, Jacopo esamina i temi, il significato, i tratti comuni e gli spunti innovativi di tutti i robot giapponesi classici, tra il 1972 e il 1980, da Tetsujin 28 a Gundam. Perché il tema dell'orfano è così importante? Perché l'energia atomica e i nemici nazisti abbondano nelle produzioni nagaiane? Come si passa dal nazionalismo esplicito di Mazinga Z a un approccio più aperto al resto del pianeta delle serie robotiche successive? E dalla scienza alla contaminazione con il mito in Jeeg e Raideen? Ma soprattutto, perché Musashi era il vero eroe della prima squadra Getter? Lettura muy interessante perché, oltre ad esser scritto benissimo, Guida ai Super Robot non è quello che il titolo lascia credere. Sì, c'è il riassunto in una o due pagine della trama di ciascuna serie, ma è il quadro complessivo che viene tracciato il cuore e la ragion d'essere del volume, l'interpretazione molto lucida di tante cose che abbiamo avuto sotto gli occhi per quarant'anni, e magari non abbiamo mai visto.

Bene, people, voialtri cosa state leggendo di bello?



 








27 commenti:

  1. Edoardo Albinati, ai confini della realtà + Gli ultimi 3 numeri di Spriggan (sinceramente mediocri per me).

    RispondiElimina
  2. Ehi Doc, hai mai letto The Manhattan Projects di Hickman e Pitarra?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il primo volume, ma non mi ha preso. Con molta della roba di Hickman (non tutta, i suoi Fantastici Quattro erano eccezionali) è così. So che TMP è apprezzatissimo, ma boh, non è nelle mie corde.

      Elimina
  3. L'aneddoto lucchese bellissimo, siamo lì che salutiamo per uscire a cena e ci dico una cosa del tipo "mai dai, mangiate con noi". Giro di presentazioni:
    - piacere Danilo;
    - piacere Matteo;
    - ecc...

    A metà piatto di pasta il Doc ha realizzato, se aspettavamo me manco ci facevo caso.
    Bellissima sera ma sul vino non c'eramo proprio :P


    Plutonia me lo devo leggere, come mi sevo leggere un mondo di altra roba. No Guns Life lo voglio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "alla fine gli venne un leggerissimo sospetto"....

      Elimina
  4. Ho finito ieri il terzo volume di Erased, Seinen che mi ha preso fin da subito e mi tiene sempre incollato alle pagine. Non vedo l'ora di continuarlo (meno male che é già uscito il 4). Non mi ricordo se lo seguì ma se non lo fai te lo consiglio

    RispondiElimina
  5. date un'occhiata a golden kamui ,il primo numero promette bene,ah anche a me erased piace

    RispondiElimina
  6. Purtroppo King ha firmato un contratto per l'esclusiva alla DC.

    È comunque un ottimo autore, tra Visione e Omega Man sono rimasto piacevolmente sorpreso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh, la vita professionale di un autore è lunga e le esclusive non durano per sempre. Magari, quando si sarà rotto le balle di Batman (hai detto fischi)... :)

      Elimina
  7. Guida ai Super Robot l'ho visto l'altro giorno in libreria,non l'ho preso però mi tenta..

    RispondiElimina
  8. Contento che ti sia piaciuto Visione, Doc! ;)

    PS: Mica tanto veloce, questo microletture! C'è un sacco di carne al fuoco! ;D

    RispondiElimina
  9. No Guns Life e Black Science sembrano interessanti, recupero?

    Io ho letto il primo numero di Meta-Barone, di Jodorowsky, Frissen e Sécher, devo dire che mi ha convinto, adesso vorrei solo che si andasse avanti anche con le altre robe.

    RispondiElimina
  10. Visone e Black Science da recuperare... ma non ci sono i soldi! :(

    Io invece mi son letto:

    -Hellboy all'inferno: 2 volumi del Mignola, spaziali come al solito. Solo io titolo merita l'acquisto

    -Carnerna: di Toffolo, recuperato in edizione economica del corriere della sera (?) insieme ad una storia di Mattotti. Godibile, bellino assai

    -Gli Aspetti Irrilevanti : libro di Paolo Sorrentino, va che è una meraviglia (è composto da una serie di racconti di personaggi fittizi), io avevo giá adorato Hanno Tutti Ragione , il suo primo romanzo.

    Tra l'altro doc, che ne pensi alla fine di The Young Pope? L'hai finita?

    RispondiElimina
  11. Ah! mi stavo scordando: ho letto un fumetto che è stato spesso associato con Black Science, si chiama Nowhere Men! Non ricchissimo di azione, ma stilisticamente potente e che promette sviluppi della madonna!

    RispondiElimina
  12. Il nuovo numero di Rat-Man gigante, quello con la parodia di Matrix e la storia inedita parodia delle serie fantascientifiche anni '80. Mamma mia, che bello.

    (Leo Ortolani anticipava le battute sul Molise già nei primi anni 2000!)

    RispondiElimina
  13. Mi sto leggendo "Superman/Batman", attualmente la saga "The Supergirl from Krypton", e mi sta piacendo assai.

    RispondiElimina
  14. Fidandomi anche dela Microlettura ho rititato stamane il volume di Strange "Mondo Bizzarro". Poi direi che posso cominciare Luc Orient della Gazzetta, aspettando di avere tra le mani i fumetti in italiano del Dottore.

    RispondiElimina
  15. l'almanacco dei fumetti della gleba del dottor pira.

    una lettura maestosa, e non solo per i ricordi, per berutti e gabonzo.
    ristampa dell'anno!

    RispondiElimina
  16. Per quanto riguarda le mie letture:

    American Gods di Gaiman. Libro che, vuoi per lo stile di scrittura dell'autore di Sandman, vuoi per il ritmo strano della storia, vuoi per i personaggi, faccio fatica a recensire, è molto particolare. Leggere di Dei caduti in rovina in questo modo è interessante, ma Shadow è proprio un protagonista strano e atipico, ho fatto fatica ad inquadrarlo fino alla fine, perchè da un lato mi sembrava uno che lasciasse scorrere gli eventi, dall'altro un tipo determinato, ma boh, il mio giudizio resta sospeso.

    Andrè The Giant di Box Brown. Come con Tetris, ho amato con tutto me stesso i disegni, li trovo adattissimi per delle storie biografiche. Per la storia del gigante polacco c'è poco da dire, è sempre interessante conoscere dei dettagli che non si conoscevano. Narrato alla perfezione poi il primo Wrestlemania Moment di sempre, non l'ho vissuto in diretta, ma mi sembrava di essere lì con gli altri spettatori.
    Faccio i complimenti al Doc, non sapevo avessi fatto l'introduzione a questo fumetto, congratulazioni. Un chiarimento però: la "gimmick" di un wrestler non è il personaggio che quel wrestler decide di interpretare e il modo in cui lo interpreta? Magari negli anni '70 e '80 si usava questo termine per indicare l'uso di oggetti, ma ammetto che non lo so.

    Outcast di Kirkman, l'ultimo volumetto. La storia adesso sta cominciando ad ingranare, bene così, poi sto cominciando ad avere qualche teoria su tutto, sarà interessante vedere come si svilupperà!

    Doctor Strange 7 (o 6) di Aaron e Bachalo. La storia prosegue, punto, c'è ben poco da dire. La storia di Scarlet in Irlanda invece è finita, e forse abbiamo un villain anche per la Strega Rossa, ma devo dire che non mi ha assolutamente convinto, mi sembra molto noioso, quasi sulla scia dei villain del MCU.

    RispondiElimina
  17. Io mi son letto solo qualcosina preso con la scusa del Panini Free Comic Book Day... a proposito, pareri sull'iniziativa??

    Comunque, l'albetto su PK, divertente;
    il primo capitolo di Rumble, che mi ha abbastanza preso, più che altro per l'antagonista(?) con lo spadone;
    le tre storie de "La guardia dei topi", che mi son garbate assai, tant'è che sto pensando se prendere i volumi veri e propri...peccato siano piuttosto costosi.
    Dimenticavo, anche la storia di Nathan Never #16 "Il campione", niente male.
    Le robe nuove sono molto poche perché in sto periodo sto rileggendo tutto Hunter X Hunter in attesa di comprare il 33esimo volume, uscito da poco

    RispondiElimina
  18. Eh, l'avevo annusato che Black Science era capolavorò, ma all'uscita del primo volumone Bao (i loro prodotti sicuramente valgono tutto il prezzo di copertina per qualità e cura, ma sono appunto prezzi da libreria) ero ancora disoccupato e non me la son sentita di cominciare l'ennesima serie. Sicuramente da recuperare in periodi economicamente migliori.
    Ipse dicto per Visione, quando è uscito non avevo contante disponibile, ma avevo anche li subodorato il must-buy. Anche questo lo recupero sicuro (e nel breve, visto che è un solo volume, contro i 4 di BS).

    Ho invece finalmente letto Il suono del mondo a memoria del buon Giacomo Keison Panda Whatever Bevilacqua, che era li da un po' a dare il suo contributo alla pila del "da leggere" e sono rimasto piacevolmente soddisfatto, e anche un po' sorpreso dal plot twist finale.
    Belle tavole, bella storia, bella penna, bel mood, bel libro.
    E mi ha fatto venire voglia di recuperare anche Metamorphosis e Ansia, la mia migliore amica in futuro.

    Per Gundam Thunderbolt hai già detto tutto tu, aggiungo solo un "menomale" sulla storia dei mecha brutti, che sennò mi pigliava la fissa pure per i relativi Gunpla :D

    Sto poi recuperando Alita grazie alla nuova edizione PLANETmanga, che c'ero quando è uscita la prima volta, l'ho pure letta ma a scrocco, quindi non ne possedevo alcuna edizione. Preso il secondo volume questa settimana, leggerollo a breve.

    Sto seguendo anche Il nero della paura con le brevi di DYD. Alti e bassi, ovviamente (vista la natura antologica della raccolta), sia nei testi che nei disegni, ma quando in copertina c'è il nome di Sclavi (e/o di altri signori noti) sai di leggere il vero DYD. Mancano ancora/solo 5 numeri e pure questa mini collezione è completa.

    Letto, infine Fight Club 2 e dico solo che Palahniuk si conferma lo stronzIo figlio di puttanESCa che sappiamo tutti. Prende per il coolo i suoi lettori, e odio ammetterlo, ci sono finito pure io nella rete di quelli che vogliono dirgli come fare il suo lavoro ma rimangono fregati. Tanto che ancora non so dire se sono soddisfatto di aver letto un vero Palahniuk o se ci sono rimasto male per non aver trovato quello che mi aspettavo. Che bastardo! :D Di sicuro dovrò dargli una seconda lettura.

    The Walking Rat è l'ultimo volumone (si fa per dire) della pila ancora da leggere. Che gli one-shot cedono sempre la precedenza alle uscite regolari, quindi restano li ad aspettare troppo a lungo.

    RispondiElimina
  19. Doc, l'hai già letto "Corpi e Anime. Nudo ed erotismo nell’animazione giapponese" di Valeria Arnaldi?

    RispondiElimina
  20. Beh, ci sono davvero tanti bei voti :)
    Mi segno tutto

    RispondiElimina
  21. Ho appena finito di leggere "Non tutti gli uomini preferiscono le altre" di Jane Gren, e mi è pure piaciuto. Se dopo questo vorrete buttarmi fuori, vi capirò...

    RispondiElimina
  22. Ho finito il mio mattone su Napoleone, bellissimmo fino alla fine. Di Bonaparte ho già detto quel che penso ed il finale non cambia granchè l' opinione che ho dell' uomo. Rimane comunque uno dei tanti personaggi storici geniali in mille campi ma incapace di concepire una strategia che guardi avanti, a differenza per esempio di Bismark , di Pitt, di Cesare; e quindi perdente in vita, perchè costretto a giocare alla roulette russa fino all' inevitabile fine; eppure grande per le idee di ammodernamento dello stato - molto migliori di quelle rivoluzionare da cui comunque prende spunto. Ma bobbè. La sua seconda moglie comunque era una stronza ed una svampita quanto la prima, per la serie vattele a cercare.

    Già che c'ero ho letto una monografia su Austerlitz di Vanzania che aggiunge gustosi dettagli ed anettodi al libro precedente.

    Infine mi sto rileggendo per la 3° volta un libro sui grladiatori di francesca Guidi . Cara Francesca il tuo libro è molto bello ma quando parli della struttura portante del colosseo mi spiace dirtelo ma non hai capito niente, il colosseo era realizzato in setti di calcestruzzo con rivestimenti in pietra e colonne prefabbricate sempre in pietra, ma il grosso della struttura era in calcestruzzo non armato.

    RispondiElimina
  23. figata black science, mi appresto a leggere il secondo volume in questi giorni...

    doc se non l'hai ancora fatto ti consiglio di recuperare descender, dovrebbe essere nelle tue corde...

    RispondiElimina

I commenti anonimi vengono eliminati dai filtri antispam e, nel caso superino i filtri, irrisi ed eliminati uguale: non usateli.

Related Posts with Thumbnails