sabato 16 luglio 2016

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Donne sull’orlo di una tua crisi di nervi

Quella non è la costellazione di coso, lì? Boh.
Fa freddo. Non è però come avevi sentito o visto in giro: non hai lo stomaco sottosopra, non ti scoppia la testa, non sei tristallegro. Avverti solo come una sensazione di galleggiamento. E freddo, un po’ di freddo. È una sera d’estate, un milione di anni fa. Hai quasi diciotto anni e per la prima e fondamentalmente ultima volta in vita tua sei ubriaco [...]


È un’estate di quelle che la vita ti manda per ricordarle con un sorriso, quando poi diventi un vecchio rincoglionito. Cioè tra poco. Nelle settimane infinite di una vacanza al mare con i tuoi, tutto luglio e tutto agosto, e se dice male pure i primi di settembre, sei stato con due tipe. Cioè, non contemporaneamente. Con entrambe, per quei casi strani del victor von doom, avresti avuto una relazione vera in seguito, negli anni. Cose da ragazzi, ma tanto in quel momento lì, quella sera di quasi fine agosto, non puoi saperlo. 

Insomma, quel falò non ha per te motivo di interesse alcuno, anche la conquista numero 2 è andata via da giorni. Non ci sono manco i tuoi veri amici… mica davvero-davvero puoi star lì ad ascoltare le canzoni con la chitarra, suonata peraltro dimmerda da un clone non autorizzato di Nino Buonocore.

Così peschi dalla bagnarola delle bibite una bottiglia di vodka alla pesca, feticcio anni 90 supremo prima dell'arrivo di Stefano Accorsi, che ha inventato il 1992. Sono gli anni precedenti al grande #ciaone all’alcol per l’intolleranza killer e la vodka ti piace; non ti fa impazzire, ma ti piace. Ti attacchi direttamente alla bottiglia e bevi. Guardi il fuoco, bevi, guardi il fuoco, bevi. Senza accorgertene, te la tiri tutta, neanche fosse una bottiglia di sciroppo per la tosse.

Qualche minuto o ore o giorni dopo sei lì, leggero più dell’acqua di Messner, steso sulla sabbia. Sopra c’è un cielo pazzesco, si vede pure la costellazione del coso, lì, boh. Sei in pace con il mondo, in contatto con la vita, l’universo e tutto quanto, grazie a un superalcolico fintorusso al gusto di fintofrutta. Solo che si viene a stendere lì accanto una. Ti giri lentamente e con scarso interesse a guardare chi diavolo sia solo dopo qualche minuto, a metà del pistolotto terrificante che ti ha attaccato così, fuori dal puffo, sul significato dell’estate e dell'amicizia e di altre cose chiaramente finte e inesistenti


Non la conosci, mai vista prima. È uno di quei falò in cui gente invita gente, e poi non ci si diverte tutti insieme, in mezzo a tanti sconosciuti. Dopo un po', smetti di ascoltarla: di che diavolo sta parlando? Della scuola di Francoforte? Della zona di Liedholm? È uguale. Quando si rende conto che non la ascolti, per questo fatto che stai galleggiando e non c’hai tempo per la filosofia da baci perugina, resta in silenzio.

Ma solo per poco.


Poi inizia.  


Senza colpi in aria di avvertimento, senza possibilità di metterti in salvo, inizia a cantare. A squarciagola. Una canzone del romano Ramazzotti, insapore vero.

MUSICA ÈÈÈÈÈÈÈHHH
LA DANZA REGOLARE DI TUTTI I
TUOI RESPIRI SU DI MEEEEEHHH
È il tuo primo, surreale, ma purtroppo non ultimo incontro con la setta delle donne che cantano fortissimo all’improvviso, una delle cose che ti terrorizzano di più al mondo, subito dopo i ragni albini preistorici e i cinghiali feroci affaffini.

Qualche anno dopo. Sei a Roma, dove conduci una relazione a distraimi con una delle due tipe di quella estate torrida lì. Lei lavora, tu sei ufficialmente uno studente, quindi puoi cazzeggiare tutto il giorno. Te ne vai in giro a guardare la città, perder tempo nei centri commerciali e nelle fumetterie, mescolarti tra i miliardi di calabresi che abitano nella Calabriatown attorno alla Sapienza. Quando proprio non sai che fare, ti infili in una sala giochi, perché ce ne sono ancora tantissime, ovunque. Alla peggio, c’è sempre Tetris.

E infatti sei lì che giochi a Tetris da venti minuti, quando qualcuno entra in partita. Ti hanno sempre dato un fastidio enorme quelli che entravano senza chiedere. Le regole della sala giochi parlavano chiaro: si chiede prima il permesso. Poi, dopo averlo battuto, puoi irridere l'avversario anche con il sussidio di gesti volgari, ma prima si chiede il permesso. È una questione di educazione. Ad aver buttato giù un gettone da Player 2 senza dire nulla è una ragazza. 


Una tizia rossa, che hai già visto altre volte lì: secondo la classificazione delle tipologie umane da sala giochi che hai scritto su Per il potere di Grayskull, è una Vaiassa, la tipa da sgabello, di quelle che non si mischiano mai con chi gioca. E infatti non apre bocca. Dopo alcuni minuti di silenzio scalfito solo dai suoni del gioco e dalla cacofonia delle altre macchine, oltre la cortina di ferro e fumo dei biliardi, attacca. Anche qui, all’improvviso e senza alcuna ragione apparente, mentre sta giocando. Volume 12 su una scala da 0 a 10.
MA QUANTO TEMPO E ANCORA, TI FAI SENTIRE DENTRO QUANTO TEMPO E ANCORA, RIMBALZI TRA I MIEI SENSI QUANTO TEMPO E ANCORA, TI METTI PROPRIO AL CENTRO QUANTO TEMPO E ANCORA, MI VIENE DA STAR MALE
A chi lo dici. Il virus delle tizie che cantano all’improvviso si sta diffondendo, pensi, mentre sudi ghiacchio liquido. Annaspi, prendi a incastrare male i pezzi, il tetramino rosso diventa un punto interrogativo. Ti si annebbia la vista, fuggi, spargendo biglie dietro di te per non essere inseguito.

Un anno dopo. Per il matrimonio di un amico, sei finito in un’altra grande città. Non conosci quasi nessuno e per raggiungere il ristorante ti piazzano in macchina con una. Si sta stretti, nella Cinquecento anni 90 color perché?, e la conversazione non decolla. Le solite frasi fatte, di dove sei, sei amico della sposa o dello sposo, sei calabrese, forte, io una volta sono stata in Sicilia, ah, già. Poi il silenzio e lì, mentre guardi il traffico e i cartelli simpatia giganti delle pompe funebri e dei prestasoldi, inizi a temere che possa trattarsi di un altro caso d…

UNA ROSA BLUUUUUU SULLA PELLE TUA
MI RICORDI LONDRA SNOB E BIONDA
CON UN FILO DI FOLLIA
A volume smodato, come se non ci fosse un domani, come se l'ugola non possa servirle mai più

Al primo semaforo salti fuori, corri via, slittando sui tacchi delle scarpe di vernice nuove. Ma la strada si interrompe, il viadotto si perde nel bianco lattiginoso del nulla: la realtà ti sta svanendo attorno. Niente, non c'è niente, in qualsiasi direzione. Si intravede solo nel cielo una gigantografia di Eros Biagio Zarrillo, e lì capisci che non c’è più nulla da fare. Cadi in ginocchio, sconfitto e un po' morto, come Elias in Platoon. Il mondo è perduto. Le tue ultime parole sono: "Il mondo è perd

44 commenti:

  1. grazie.
    se posso lo faccio leggere ai miei studenti.

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  2. In poche parole... ammazza quanto scrivi bene! I post di storie di vita irreale sono i miei preferiti. Sei una gran bella persona doc, grazie per la compagnia che mi fai ogni giorno con il tuo blog delle meraviglie! Valerio

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  3. Riesci a strapparmi un sorriso anche quando racconti storie horror

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    1. Valerio, Fabrizio e tutti gli altri: grazie a voi, ragazzi!

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  4. Uno spaccato di vita che mi mancava. La mia esperie in fatto di donne non è molto ampia quindi è normale.

    Una scena con qualche assonanza con la tua in una sala giochi mi è capitata in una sala da bigliardo. Ero in coda per un tavolo con 3 amici per giocare quando un mio amico venne invitato da tre ragazze a giocare con loro a biliardino. Dopo un po' che gioca il mio amico invocò il cambio ed io che oggettivamente ero il più forte della cumpa "scesi in campo" pronto a mostrare che in porta ero un misto tra il migliore Walter Zenga e il migliore Pagliuca. Le tipe erano più grandi di me di una decina d'anni e non era poi male anche se non erano il mio tipo. Dopo poco capii che ero sopratutto io a non essere il loro tipo in quanto uomo. Le due avversarie tra una azione di gioco e l'altra si baciavano con tre metri di lingua. Non sapendo cosa dire davanti a questa scena per me inusuale sotto vari aspetti, nulla da dire sul fatto che fosse due donne, chiesi il cambio.

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  5. Mi sa che il virus delle tizie che cantano all'improvviso c'ha un ceppo che ha attaccato anche il genere maschile.
    E potrei esserne affetto. Grazie al cielo, però, niente Eros Biagio Zarrillo...

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  6. Scrivi da deo, ci voleva una risata!

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  7. DOC, per il prossimo Bancarella vogliamo te !

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  8. Dopo il silenzio di eri avevo quasi paura.
    Poi esci con queste perle e torne tutto sotto controllo

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  9. Grazie a te oggi ho finalmente capito che mia cognata è affetta da questo virus. A te è capitato tre volte? Io devo sorbirmela tutti i giorni!
    Doc, come sempre, post stupendo!

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  10. Coraggio, alla fine il mondo non era poi così perduto, anche se per maggiori certezze dovrei chiedere al professor Challenger. Ma come cura vale un diretto forte al mento?

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  11. Mai avuto il dispiacere di un incontro con questa rara specie.
    Ora ci ho paura.

    Nota di piccolo orgoglio antrista: non ho cliccato su nessuno dei collegamenti contenuti nel post. Non per pigrizia, ma perché ricordo precisamente le storie a cui si riferiscano. Credo di aver vinto qualcosa, anche se non so cosa! :)

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    1. Lo stesso vale per me....dobbiamo disintossicarci????puntodidomanda????? :D

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    2. li ricordavo anche io... anzi io avrei inserito anche il post vecchissimo in cui il suo vecchio insegnante di karate metteva in guardia la cumpa del doc dalle donne coi capelli rossi! anzi in questo caso vaiassa + rossa... un team up di proporzioni bibliche che per sconfiggerla ci vogliono i Vendicatori e la Justice League al gran completo!

      e gnente, che io ho una fissa assurda per le rosse (e non per il celebre detto secondo cui sarebbero golose di...), eppure da quando ho letto quel post sto perennemente in guardia dalle rosse!

      doc, sei un terrorista psicologico!

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  12. Bellissima questa storia, dovresti postarne più spesso! Ma, alla fine... che costellazione era???

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  13. letto mentre torno a casa da lavoro...a piedi! agli occhi degli altri sarò sembrato il solito demente perso nel telefono...ma nn importa,volevo leggere solo le prime righe ma poi mi non ho potuto staccare :)
    complimenti doc!

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  14. In gioventù ricordo colpì anche me ma io cercavo di mescolarmi, subdolamente, cantando in coro...meglio confondersi col nemico che irretirlo... ;)

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  15. Ho aperto l'articolo sulla di fiducia e per la curiosità di cosa volesse significare quella Cindy Lauper piazzata in bianco e nero (paradosso) in copertina...bellissimo pezzo Doc! Spero vivamente che tu scriva un altro romanzo / racconto breve di narrativa...

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  16. Ahahah ma almeno erano intonate, Doc?
    Io ho la figlia della mia coinquilina del primo piano che fa la stessa cosa TUTTI I SANTI GIORNI.
    Ora grazie a te conosco la causa, perlomeno.
    Ciò non toglie che un giorno o l'altro farò irruzione e la ucciderò (ricevendo i complimenti di tutti gli altri coinquilini, madre in primis, visto che si odiano).

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  17. Hanno vinto le #‎storiedivitairreale‬, gli articoli (a mio parere) più belli sull'Antro, gaudio e gioia.

    E Doc, ormai lo sappiamo che non bevi, però ho una bottiglia di Barbaresco col tuo nome...

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    1. Che è sempre meglio di una bottiglia di Barbareschi...


      (scusate, non mi sono tenuto...)

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  18. ...le donne che cantano all'improvviso a squarciagola non cantano Nino Buonocore...
    e nemmeno Sergio Caputo
    ma neppure Rino Gaetano.
    sono salvo...

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  19. Bellissimo davvero. Coinvolgente e progressivo cambio di ritmo dall'amarcord all'allucinazione.
    Anche se non ho il ricordo di essermi mai imbattuto in una squarciagola all'improvviso, ora ne ho vissuto l'esperienza e ne farò tesoro.
    Grazie Doc, hai esercitato responsabilmente il grande potere della letteratura.

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  20. Capisco benissimo come possano fare paura. Ma a me non è mai capitato e la cosa per certi versi mi inquieta ancora di più. Perché? Coincidenza? Io non credo. Ho involontariamente trovato un sistema e dovrei detenerne il brevetto? Ma c'è? E se c'è? Dov'è? Ma che cosa banfo a fare, la realtà è che di tic strani di donne estere ne conosco parecchi, le donne italiane ne ho frequentate troppo poche mio malgrado

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  21. Non conoscevo questa malattia canora... Ora tremo, davanti al tuo coseno... Bella Doc, sei sempre il più migliore...

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  22. Bel pezzo Doc, come sempre di ridere e da pensare! Anche a me sono capitate un paio di tipe che boh, per far colpo su di me o più probabile per punirmi per esser stato un dittatore sanguinario in una vita precedente, cominciano a cantare così forte e stonato da far saltar i vetri antisfondamento dei furgoni blindati!

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  23. Non so come ti sia venuto in mente di scrivere questo post, ma ti ringrazio di averlo fatto.
    Il mondo deve conoscere gli orrori perpetrati dalla setta delle donne che cantano fortissimo all'improvviso.

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  24. Allora i Saturday night sondaggismi che avevo ieri come vicini di ombrellone erano proprio loro.

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  25. Doc .. ho l' impressione che volessi scrivere di altro ma sei ripiegato su storie di vita vissuta. Sbaglio?

    Vabè .. io ho avuto mia moglie sclerata per tutti i mesi della ristrutturazione della casa... non è roba neanche da Antro.

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  26. Il vivido terrore è sottolineato dal fatto che ricordi anche i brani. Ci sono passato anche io, quando posso fingo la morte come una lucertola. Forse è il motivo per cui odio i film in cui dal nulla tutti cominciano a cantare. Grazie Doc.

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  27. ma se una ammettere di far parte della categoria? consegno la tessera e me ne vado (cantando)? Pero' a mia parziale difesa, io canto solo in presenza di gente che conosco da tempo....tipo il povero cristo che mi ha spos..IO NON POSSO STARE FERMOOOOO CON LE MANI NELLE MANIIIIII

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  28. Bravo Doc, chapeau come al solito. :)

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  29. Segnalo la commozione (anche cerebrale eh) per la citazione della vodka alla pesca che era davvero IL MUST di quell'inizio di anni '90 in cui noi barboni la facevamo comprando una bottiglia di Vodka da due soldi e una bottiglia di succo di frutta da un soldo...

    C'è una categoria parallela, a volte anche peggiore perché più difficile da sgamare fin dall'inizio... le chiamerei "overdubber" (chissà perché sono sempre donne). Quelle che quando in macchina parte la tua canzone preferita, quella che ti ascolteresti in religioso silenzio-assenzio godendoti ogni nuance anche se ormai la conosci a menadito, cominciano a cantarci SOPRA. E non ti fanno sentire un cavolo. E tu pensi che se non hai la voce di Freddie Mercury forse non dovresti cantare sopra a un brano immortale dei Queen, e vorresti che le orecchie si potessero chiudere come gli occhi, ché tanto potresti richiamare alla mente l'intera canzone nota per nota, parola per parola, e suonerebbe più viva e bella nei tuoi ricordi che non mischiata con 'sta voce di 'sta tizia che manco conosci (perché è sempre la cugina del fratello della cognata di tua sorella). Peccato che non puoi e alla fine lei ti dice "mamma mia che bella questa canzone" e tu vorresti urlarle in faccia che magari se te la faceva ascoltare potevi pure essere d'accordo, ma siccome sei superiore, sei il Kenshiro silenzioso e sofferente di turno, senza staccare gli occhi dalla strada e con le mani che stritolano il volante rispondi "eh si". E fine.

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  30. "fuggi, spargendo biglie dietro di te per non essere inseguito." :D

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  31. Io A) Sono un topo da bar da quando avevo circa 6 anni perchè il mio babbo era un giocatore di carte e quindi mi potava sempre là, a 2 passi da casa, così potevamo farci le nostre partitine (io videogiochi, lui carte). Inutile dire che il bar era frequentato da giovani vaiasse esperte nel canto improvviso...
    B) ho la fortuna/sfortuna di avere una famiglia numerosa e di essere provvisto soprattutto di sorelle/zie/cugine tutte donne
    C) Ho frequentato l'Istituto D'Arte in giovinezza, scuola molto famosa per avere un tasso d'iscrizione femminile molto, ma molto alta.

    A causa di questi fattori ho sempre dovuto contrastare il subdolo fenomeno descritto perfettamente dal Doc in questo post, tanto che le donne che cantano forte all'improvviso sono divenute per me motivo di "chivalà" almeno per una ventina di anni vissuti.

    Però antristi c'è un rimedio. Dovete replicare anche voi! Un giorno, all'apice del fenomeno (primi anni '90 per colpa di Gianluca Grignani e la sua maledetta "Destinazione Paradiso") una mia compagna di scuola dopo una sigaretta attacca improvvisamente dal banco dietro:

    C'éééééééééé, CHE C'èèèèèèèèè
    C'E' CHE PRENDO UN TRENO CHE VAAAAAAA.....

    e io, in una specie di naturale meccanismo di autodifesa:

    MAI, MAI, SCORDERAAAAAAI, L'ATTIMO. LA TERRA CHE TREMOOOOOOO

    l'ho praticamente fulminata. Le urlatrici di canzoni a tradimento odiano a dismisura la stessa cosa per cui sono conosciute, se in presenza di una canzone urlata male controbattete urlando di più le vedrete azzittarsi e guardarvi come il gatto con gli stivali di SHREK e poi fuggire come una faina colta dal fattore armato di fucile nel pollaio!
    Nota/AIUTO: le migliori canzo per mettere in rotta le donne che urlano canzoni all'imporvviso sono le sigle dei cartoni giapponesi, l'heavy metal di ogni sottogenere (meglio se scrimmato) e un generale tutte le canzoni di cultura nerd comprese pubblicità, colonne sonore dei film, robba elettronica di tutte le qualità...

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    1. Secondo me, se hai fegato, anche i successi di Raffaella Carrà funzionano, tipo Pedro Pedro Pedro Pedro Pèèèè

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    2. in realtà la Carrà è uno dei "loro" cavalli di battaglia, però potresti avere ragione in quanto "chiodo scaccia chiodo" ;)

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    3. Il problema è che poi dovrai scacciare "pedro pedro" dalla tua testa, è una melodia diabolica

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  32. complimenti per il post.
    Aspetto anche io un nuovo eventuale romanzo.
    Anche breve.

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  33. Secondo me hanno visto troppe puntate di Xena. O forse non avevano preso lo Xanax. Insomma, c'è sempre qualcosa con la X di mezzo...

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  34. Sempre felice di leggere pezzi cosi' " anche in ritardo, anche a distanza, anche combattendo contro il tempo . Spero sia il primo nuovo capitolo di un nuovo romanzo da divirare ( con wasabi o senza e' uguale )

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