mercoledì 13 luglio 2016

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Combattler V, episodio 1 (La prima puntata non si scord… eh?!?)

Combattler V prima puntata
Se l’altra volta per La prima puntata non si scord… eh?!? ci siamo occupati di Vultus V, oggi tocca al suo fratello maggiore, il primo robottone della Trilogia Romance di Tadao Nagahama (chiusa da General Daimos), Combattler V. Anche lui con un bel 5 romano/V di vagin… vittoria addosso, ma con le antennine più buffe di Vultus V. Si va? Si va: agganciamento! […]
Turu-turuttu-ttuttun turu-turuttu, V V V, victorì… combàin, uan, tu, sriii. Scusate, quando senti la sigla del Combattler V ti scimmi sempre. Cominciamo:
A minacciare la Terra è questa volta una civiltà aliena molto progredita, proveniente dal pianeta Campbell, così chiamato perché potevano vedere il futuro grazie alla loro tecnologia e già sapevano nel ’76 quanto topa sarebbe stata la Naomi vent’anni dopo. Non a caso, il loro covo nascosto in fondo al Giappone, ha un ingresso con questa forma qui:
E come ti sbagli. I Campbelliani non hanno però una base tamarra come il castello medievale dei tizi di Vultus V. È gente di classe,
preferisce un più sobrio maniero circondato da moai dell’isola di Pasqua giganti e sormontato da una statua della libertà più cessa.
Qui Malik, generale che ha sbagliato tantissimo la tinta dei capelli,
prende ordini dalla statua, posseduta dall’essenza della regina Oleana. In onore di Oleana, in Norvegia, venne composta la canzone degli scout che da noi fa: 

Oh, ole Oleanna
vecchia terra del Far-West,
fra le terre la più strana,
tutta ti vorrei per me.

Ole, Oleanna
Ole, Oleanna-na
ole ole ole ole
Ole, Oleanna-na.

She-nengo il caballero,
quando ad Oleanna fu,
mise in piedi un grattacielo
con le fondamenta in su!

Ole, Oleanna...

Le mucche campagnole
tutte migrano in città,
vi frequentano le scuole
dove imparano a ballar.

Ole, Oleanna...

Se vino tu vuoi bere
che ti faccia inebriar,
dalle pompe di un pompiere
tu non hai che da succhiar!

Ole, Oleanna...

Oh, ole Oleanna
sei rimasta nel mio cuor:
sei la terra dove il cielo
splende sempre e ride il sol.

Ole, Oleanna...


Si pensava fosse solo una canzone sui valori della campagna e della vita da frontiera, tipo che questa Oleanna era costretta a ciupare un pompiere e che le mucche subiscono un processo di urbanizzazione forzato, e invece si parlava di Combattler V e della sua malvagia regina-statua. Ma pensa, oh. Chi l'avrebbe mai detto.

Oleana, comunque, dice a Malik, generalissimo col nome da succo di frutta gusto esotico, Uè, è giunto il momento di far scomparire tutti gli esseri umani dalla faccia della Terra. Malik, che chiama Oleana madre e indossa un completino con gonnellino viola villanzone perché fa pandànz con le coscette celeste melvino, ubbidisce, anche se era nel bel mezzo della mietitura a mano del grano.
In effetti, un po’ si rompe il pazzo. Talmente tanto, che Malik si spacca in due,
diventa un uomo pollastro e nell’autoradio della Uno Turbo con i dadi di peluche appesi allo specchietto retrovisore mette a tremila El Gallinero di Ramirez.
Con un pratico ascensore a forma di bocca di suocera, Malik fa quello che farebbe qualsiasi dirigente appena reduce da un cazziatone del suo superiore: va a sforgarsi con i sottoposti.
Il sirenetto Narua garantisce comunque che la prima “bestia schiava” che spediranno a far danni è fortissima, con “capacità di combattimento di prim’ordine”. Sembra l’annuncio poco convinto di uno che deve vendere una Duna con duecentomila chilometri e incidentata tre volte, ma Malik, in quanto pollo, non è esattamente un’aquila, e se la beve. Ocché, dice, whatev.
Le bestie schiave guerriere sono conservate sotto ghiaccio, per mantenerne intatta tutta la fragranza, ma grazie a un po’ di energia rosa del male di Barbie, questa viene riportata alla luce ed è… ed è…
tipo un mostro di cacca rosa con due enormi testicoli spinosi dietro la schiena? Tipo. Ma è giunto il momento di fare la conoscenza con la nostra solita squadra di eroi:
il leader Roy Lambert (Hyouma Aoi), essendo un ragazzo molto assennato e responsabile, tira ai duecento all’ora su una strada costiera, inseguito dalla polizia come il collega Kappei in Zambot 3. Si porta.
Roy provoca un primo incidente terrificante facendo sbandare un camion,
poi urla Soocare! ai poliziotti imbestialiti che cercano di fermarlo,
e con una penna volante da ras del quartiere portato in trionfo li ammutolisce tutti,
provocando un altro tamponamento a catena mostruoso,
prima di andargli a smarmittare in faccia come segno di grande rispetto per le autorità.
E siccome c’ha “il permesso per violare la legge” (sic), non gli possono fare una cippa, devono lasciarlo andare alla base laboratorio, chiamata per motivi di segretezza "Base Laboratorio".
Intanto, su un treno, un controllore energumeno viene allertato da un passeggero spione
perché un altro passeggero se la sonnecchia accanto a un fucile di precisione.
È un treno proiettile? E allora che minchia volete?, dice il bassista carismatico Juzo Najiwa, che per un’ardita macchinazione della lega precisini della fungia italiana tesa a sminuire il carisma dei loro acerrimi nemici, in Italia è stato ribattezzato Furio Battler.
Siamo d’accordo?, chiede al controllore (che ha la voce di Haran Banjo)? Sì? Lo vedi che la cosa è reciproca? Pure Furio c’ha il permesso speciale per violare la legge, concesso dal ministro Sciacqua Rose e Viva Agnese in persona.
Poi c’è il cicciobombo dei Take That, Gonghi Kasuki (Daisaku Nishikawa), che pretende di essere accompagnato alla Base Laboratorio su una pompa anticendio, e siccome il permesso speciale eccetera eccetera. Perché proprio una pompa antincendio? In onore di Oleanna, ovvio.
Il rEgazzino quattrocchi genio del computer è un nano con occhiali tipo presentatore del TG1 della prima Repubblica, un completo agghiacciante e una valigia transformer: Jolly Linch (Kita Kosuke). La valigia è un elicotterino alla James Bond con cui Jolly saluta tutti dicendo C’ho il permesso speciale eccetera eccetera Maurizio! Alla stazione! La zuppa inglese!
Per la ragazza, in quanto ultima per bieco maschilismo nipporobotico, c’è tempo, prima c’è da far scendere in campo il mostro. Proprio mentre Roy passa IMMANCABILMENTE davanti al monte Fuji - le regole del trasporto nipponico negli anime rendono obbligatorio farlo almeno sei volte durante ogni spostamento, anche da un quartiere all’altro di una città dall’altra parte dell’arcipelago - la montagna viene giù:
è il temibile Duecugghiuna,
che si trasforma in una ruota della morte e travolge una pacifica cittadina, scelta a causa della tenda gialla abusiva utilizzata da un suo abitante. Vergogna, meritate la morte.
Roy corre al laboratorio, ma si fracassa al suolo, perché un albero è improvvisamente crollato al centro della strada. Un albero spezzato con UN SINGOLO PROIETTILE da Furio
Ancora non sono una squadra, ma già c’è una forte alchimia tra questi due, che si prendono a cazzotti come due vecchi amici.
E così i quattro ragazzi raggiungono la base del professor Stevens (Nanbara Hakase), in parte subaffittata per ragioni di truscia alla Mercatone Uno. 
Qui incontrano il professore, con i suoi baffi da sceriffo e il capello da fighetto anni 90 da discoteca,
e soprattutto il quinto membro della squadra, Chizuru Nanbara, qui Maggie Stevens, nipote del professore.
A Roy ci parte all’istante il lento delle medie tipo Reality in testa,
ma anche gli altri perdono immediatamente la testa per la ragazza, compreso il minchietto con le lenti da Filini. 
Ovviamente sono lì per pilotare un robot guerriero che non hanno mai visto prima, ma con coraggio accolgono la notizia e…
No, aspe’, prima sono TERRORIZZATI dalla vista del Combattler (da noi Combatter), “il robot superelettromagnetico”, che ti cancella tutti i dischetti del computer e ti brasa il telefonino a tradimento.
“No, è impossibile!”, dice Roy, che eroicamente se la sta facendo addosso.
Ma forse ce l’ha solo con quelle antennine, effettivamente orrende.
Tutina per tutti, con il codice colore classico e la V di Vafangulealieni, e via andare, ci sono le solite navette assemblabili.
Il professor Stevens ha almeno il buon senso di mostrare a ognuno un disegnino di quello che sta pilotando, va detto. Come briefing, per gli standard sindacali del genere, è ben più che sufficiente. A Roy spetta ovviamente la testa-navicella da leader, il Jet Incursore (Battle Jet).
La seconda navicella, quella di Furio Zòccano, è il Frantumatore (Battle Crasher),
a Chingo Gonghi va la solita ruspona, il Carro da Combattimento (Battle Tank),
a Maggie le gambe del robot, il velivolo anche subbbbacqueo Combattente Marino (Battle Marine),
A Jolly, detto Clemente, il minchia con la lente, va la trivella chiamata per qualche ragione Battello da Combattimento (Battle Craft). E siccome di secondo nome fa Blu, gli tocca pure la salagiochi. A imprimere le indicazioni sul pilotaggio è l’elmetto, spiega il professore. Se dovessero perdere il controllo, comunque, no problem:
per riportarli alla base basta attivare la calamitona, che ci vuole.
Solo che la bestia guerriera, che già ce li aveva grossi così, si è rotta ulteriormente i cabbasisi di star lì ad aspettare i porcombattler comodi loro, e va a darci una bella sveglia con un sacco di punti esclamativi e di uno.
Perciò quelli decollano dal cubo magico calamita di lancio. Tutti tranne il povero Gonghi, che è l’unico con il mezzo non volante e lo fanno uscire dalla porta di servizio, per non fare brutta figura, e ci deve dare uno strappo la tipa.
“Oh, grazie mille, gentilissima!”
“Gentilissima una cippa, si fa a mezzi per la benzina”.
Merdolo sta intanto scassando e sciarmando tutto,
e Malik segue soddisfatto la diretta sul suo Trinitrocchion insieme al generale Lucifer. Ma a guastare la festa, come uno Zaza qualsiasi, arriva la squadra Combatter, che spreca come da programma la dotazione di missili e razzi anziché darsi una mossa e assemblare subito il robot. Prego notare che l’apporto di Maggie alla battaglia è il seguente:
è l’unica ad esser centrata dai raggi color Barbie del mostro. E mentre urla di dolore, evidentemente, preme il tasto sbagliato, mollando il povero Gonghi a mezz’aria
“Chitemùùùùùùùùùù…”
Com’è, come non è, mentre il capo e il vice litigano secondo tradizione, il professore chiama l’agganciamento, supervisionato dal robot pesapersone Ropet/Ropetto/Roberto/Rupert.
Operazione ostacolata dal fatto che Ryo e Furio, essendo due idioti, non riesce a concentrare i suoi pensieri sulla cosa, sminchiando la bilancia dell’amore cosmico.
Alla fine, comunque, i due si concentrano sui concetti di Edwige Fenech e di lentine giornaliere, e tanto basta per ritrovarsi a gridare Contatto! Ci sono voluti quasi venti minuti, ma abbiamo questo cacchio di robot, eghe.
Minchicchirichì!, grida Malik, che non era stato informato della presenza nella squadra avversaria di uno straniero fortissimo.
Dopo averlo preso a cazzotti, perché c’aveva questa cosa bellissima di essere un robot manesco, il Combatter ammuseruola il mostro con il suo Artiglio Titanico, ci dà una botta di fiamma iper atomica,
gli stacca gli scudi giganti con il super yo-yo elettromagnetico (le due semisfere sulle anche) lanciate come due boomerang, e il ciclone, e questo e quello, duemila in armi in un minuto
e alla fine tira fuori la punta trapanante, e ruotando su se stesso con una tale velocità da far vomitare ai suoi piloti pure la prima poppata da neonati, trafigge il mostro,
che detona nel solito fungo atomico della giustizia.
Tutto è bene quel che finisce bene. Cioè, tranne che hanno ucciso così gli ultimi sopravvissuti, ma stai a guardare il capello. L'importante è che è morto il furbetto della tenda gialla. Sigla! 


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Vultus V

44 commenti:

  1. REFUSO :" chiamata per motivi di segretezza "Base Laborario"."
    a parte le precisioni , ho sempre odiato questa serie, l' ho sempre considerata la cinesata del Vultus ed invece con l'internette scopri che è l' originale. Il robot con cintura zarra, antennine e cuffie sembra Ben Stiller su Starsky ed Hutch è inguardabile come Renzi in costume. (Trapparentesi invece complimenti a sua moglie .) Sui cattivi poi stendiamo un velo di pietà su tutto: mostri, base , vestiti, capo.
    Insomma una serie pessima che ha avuto come unica virtù il proprio seguito!

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  2. acc cobattler v mi manca,dopo una così precisa e dettagliata introduzione critica sarò obbligato a recuperarlo,certo che il permesso di violare la legge è comodo,secondo te lo vendono su amazon?

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  3. Oggi è una di quelle giornate tra il depresso pesante e l'incazzo sociale importante e io non posso fare a meno di ringraziare il DOC per dare una svolta comica al tutto. Perché se il Galinero di Ramirez non ti svolta la giornata, non so cos'altro te la possa svoltare... :D

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  4. Grande sigla del combattola fri , davvero scimmiosissima. Certo che tra tenaglie e trapani la carpenteria gli fa proprio segamegadrive.

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  5. Per certi versi l'ho spesso trovata più interessante di Vultus V. I singoli mezzi mi piacciono di più di quelli di Vultus V e mi piaceva tanto la base del "mercatone uno". Anche la presentazione dei due piloti principali, il capo e il bassista carismatico, per me erano più intriganti rispetto a Vultus V. Il Robot è nettamente meno bello.

    Ricordo anche una catatterizzazione particolare dei mezzi dove quello del bassista carismatico era farcito di armi rispetto agli altri mezzi che in Vultus V non c'era o c'era in tono minore. Ricordo anche che l'agganciamento non veniva mai usato subito subito ma combattevano abbastanza con i singoli mezzi. Magari ricordo male.

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  6. Ah, Combattler V, il primo capitolo della trilogia dei Super Robot con i cattivi bishonen antipaticissimi (gli altri sono Vultus V e General Daimos).

    Comunque oltre al bishonen pollacchione che nell'ultimo episodio verrà sacrificato a Satana da Richard Benson mi ricordo che ai tempi la vite elettromagnetica era una delle mie mosse finali da Super Robot preferite.

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  7. Sempre piaciuto il Combattler... molto più del Vultus. Da piccolo ero in fissa per il concetto di Cyborg e c'erano poche cose fighe come il protagonista che perde un braccio e glielo rimettono meccanico. :)

    Inoltre la storia del povero Malik, la verità sulla "dea Madre" e il sacrificio della sua tipa (non apparsa nel primo episodio) davano un certo spessore ad una storia per il resto molto canonica.

    Aggiungo qui la sigla versione super badass del gioco Pachinko relativo:

    www.youtube.com/watch?v=SuYF9rrUtig

    Cheers

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    1. caxxo se spacca... figatissima !

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    2. Bello questo filmato. Ne parlammo a margine di un post del 2012, per la serie tempus fugit.

      http://docmanhattan.blogspot.it/2012/07/film-dell-uomo-tigre.html

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    3. Mi ero perso quel vecchio post.
      Ne fanno di pubblicitá ganze in Giappone per il pachinko, eh?
      Sempre riallacciandomi al vecchio post concordo in pieno, un gioco sull'Uomo Tigre dovrebbero farlo uscire anche tipo subito.

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    4. Ah, credo che quel post lo saltai per paura della mia reazione verso il film sull'Uomo Tigre. :D

      Vabbè, abbiamo rinfrescato la memoria anche su questo. ;)

      Cheers

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    5. Lo dicevo tanto per dire, rivedere quel filmato mi ha fatto piacere.

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    6. Dovrebbero fare il gioco 3d con le budella e i denti che ti escono dallo schermo, e quella testa di caxxo di Mister No che esce dala TV per prendere il portacenere dal tuo tavolo e sgnaccarlo in testa a Mr. Baba.

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    7. No, no, era solo quella clip che purtroppo non c'entrava una well-loved.
      Il riassuntone del -mi si perdoni il termine- "film" lo ha fatto qua invece: http://docmanhattan.blogspot.co.uk/2014/05/tiger-mask-film-uomo-tigre-recensione.html?_sm_au_=iVV0j1tQQR8jvPk6
      Io sono un grande fan delle avventure di Naoto Date, non lo guarderei mai ma il commento del doc mi ha ucciso di risate.

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    8. Ehm... bel filmato, ma al secondo 00:33... cioè, ma che ca**o (nel senso letterale) di arma è? O__O

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  8. No, questo non lo avevo mai visto, in compenso conoscevo la canzone di Oleanna, vale?

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  9. Considerate le sue reazioni davanti al Combattler ed alla quota rosa Chizuru Nanbara, a Juzo Najiwa andrebbe coriandolizzata la tessera da bassista carismatico all'istante...

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  10. Duecugghione!! Ho detto tutto e capotto dalla sedia!! :)

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  11. Onestamente ho sempre trovato Combattler piuttosto loffio sia come storia e sia come robottone che e' appena meno orrendo di Godam .

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  12. Io propongo di raccogliere in un libro tutti i "Il primo episodio non si scord.." del Doc, testo che tenderei obbligatorio per le scuole superiori, sostituendolo alle attuali e meenchiosissime antologie del secondo Dopoguerra, Doc, tu regali il buonumore. Grazie di cuore!

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  13. Anche qui tra doppiaggio con Furio di Magda ( di li c'era Bepi....emh Gepi) il fatto che da noi sia arrivato dopo il vultus, sembrandone una copia sfogata, e il finale rappezzatissimo, preferisco tantissimo il clone vultus che questo. Anche se riconosco che qui i piloti sono un minimo piu approfonditi, tanto da farci scappare pure la storia tra il capo e la bella, la storia in generale di vultus era molto più bella, meglio i cornuti che i polli :D

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  14. "...e ruotando su se stesso con una tale velocità da far vomitare ai suoi piloti pure la prima poppata da neonati..."

    Ero già morto al Gallinero, ma dopo questa sono morto una seconda volta... XD

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  15. Ho appena iniziato il post ma devo fermarmi e commentare, visto che sono arrivato al testo di Oleanna e non posso esimermi dal dire che provo nei tuoi confronti un amore che non è più necessariamente solo platonico.

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  16. "e il ciclone, e questo e quello, duemila in armi in un minuto" :D il Combattler in effetti ha una quantità di armi esagerata, lo sanno bene i giocatori di SRW (dove è sempre utilissimo e ben rappresentato). Sigla bellissima, forse la mia preferita tra quelle jap.

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  17. Ma mi chiedo una cosa: se su quel prisma indefinito a 5 facce che cambia forma in ogni inquadratura e che per comodità il Doc chiama cubo magico/calamita/mercatoneuno, ci sono 5 hangar ma uno dei 5 mezzi non è in grado di volare, lo scagliano nel vuoto come la moto di Hiroshi Shiba e poi lo recuperano in seguito? O il mezzo di Filini ha una sorta di turbo boost stile Supercar con il quale fa un megabalzo per poi essere agganciato al volo dal mezzo della quota rosa del gruppo?
    Sono dubbi che non fanno dormire la notte :D

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  18. Vultus, Combattler e tutte quelle robe lì con la V mi sono sempre state sui cabbasisi. Ma tipo che da piccolo mi bastava vedere la sigla di Vultus per cambiare canale!
    Credo che sia per il fatto che, pur bambino, cominciavo a intravedere lo stanco canovaccio sempre uguale di queste serie robotiche. I 5 piloti ennesimi cloni dei Gatchaman (in altre serie, tipo i Cavalieri dello Zodiaco, tentavano di mischiare un po' le carte per non farti accorgere che lo schema era quello, ma qui manco ce provavano...), i soliti nemici alieni che vogliono conquistare il mondo, i soliti robot componibili con design, diciamocelo, un po' tutto uguale, le puntate "alla Mazinga" col mostro del giorno da prendere a cinquine con l'arma finale...
    Insomma, a me (opinione personalissima) questo schema ripetitivo che ormai non tentava nemmeno di nascondersi cominciava a stufare.
    Dai cartoni di Nagai fino a Golion ha resistito la meraviglia (ero anche più piccino), qui è partito l'echeduemaroni e ho cominciato a cercare serie con trame più elaborate.
    Tipo la corsa al Grande Tempio/Asgard/saga di Nettuno/Hades, tanto per intenderci :D

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    1. Beh le robe con la V sono solo Combattler e Vultus :) considera però che il Combattler è del 1976 ed è stato a suo modo un innovatore, il "problema" è che tu l'hai visto tardi (mica colpa tua ovviamente) e il confronto con prodotti più moderni (tipo i Cavalieri) era per forza di cose ad appannaggio di questi ultimi :)

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    2. Conta che le trame per forza di cose dovevano essere semplici, perche' alla fin fine erano cartoni indirizzati ad un pubblico infantile a cui far comprare il pupazzetto, era piu' che normale che almeno all'inizio avessero trame piuttosto puerili, poi ci sono state le evoluzioni tominiane di Daitarn Zambot 3 e Gundam che rimischiarono le carte in tavola

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    3. Io, soprattutto da bimbo, andavo matto per qualsiasi cosa avesse astronavi, robottoni, mostri e alieni. Niente, mi potevano propinare qualsiasi cosa, l'avrei vista come se fosse l'unica cosa al mondo. Pensa che ho apprezzato anche l'episodio della Principessa Gigi dove appunto ha un robot trasformabile dalle fattezze di lei e dei suoi animali... ero un caso perso proprio T_T

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    4. Diciamo che QUASI lo stesso valeva anche per me... Nel senso che No robottone, No party. Ergo, non sono mai riuscito a seguire nulla di Luigi Mazzumoto (si ma c'era Danguard... Eh, il Danguard... Non lo davano da me, il Danguard -_-). Ok, forse era meglio non dirlo T_T

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    5. Oh, io sono stato un malato terminale di robot eh, che dal mio commento forse sembrava che non mi piacessero :) ...
      I robot di Go Nagai, Daltanious, Gordian, Daitarn, Daikengo, God Sigma, Golion, Trider G7, perfino quel cesso di Gakeen il "magnetico robot"... Li adoravo tutti! E' che questa trilogia, per qualche ragione, proprio non mi andava giù. Ho tentato una spiegazione per auto-psicanalizzarmi, magari non è neanche quello, boh.
      Saranno state quelle improbabili astronavi a forma di gambe? Non credo, ricordo che ne costruivo a tonnellate coi lego. Mistero...

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  19. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  20. Voglio subito il Chogokin di Duecugghiuni!!
    Visto solo una volta,in epoca elementari e credo nemmeno tutto,grazie all'ondivaga programmazione delle reti locali..

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  21. Come tutti i robottoni dell'epoca anche questo mi scimmiava assai, anche se come storia era un pelino inferiore agli altri 2. Solo che mentre in Vultus la romance stà nelle dinamiche familiari tra i fratelli e in Daimos si punta l'accelleratore sulla love story del protagonista, non ricordo bene dove sta la romance in questo primo segmento della "trilogia". Forse èra scu chi si cuccava la tipa delle gambe del robot?

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  22. ma sbaglio o in queste puntate introduttive (Combattler e Vultus), rispetto ad esempio ai precedenti Nagaiani, non succede una benemerita? il riassuntone mi ha fatto sbellicare ma la puntata in sè sembra noiosetta.. comunque io non ricordo a che età ho visto per la prima volta il Combattler ma probabilmente è stato su qualche canale privato anni dopo l'"invasione giapponese" dei primi anni 80, visto che mi era sembrata una roba superderivativa e una copia del Vultus (che pure non avevo mai seguito).. salvo poi scoprire che è uno dei capostipiti da recuperare prima o poi. A questo punto sono curiosissimo di leggere il riassuntone della prima puntata di Daimos, robot davvero bruttissimo e con una trasformazione di un inutile che levati :)

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  23. A me questi robot della trilogia "romance" piacevano molto di più di altri più classici, proprio per i risvolti telenovelici :D
    Il mio preferito era, ovviamente, General Daimos, con la sua storia in stile Romeo-e-Giulietta-con-gli-alieni. Ma mi piaceva moltissimo anche Vultus V, per il charades, la bellissima sigla italiana e per tutta la faccenda di fratellanze impreviste, corna-non-corna (nel senso proprio del termine) e sacrifici d'amore assortiti (ti stimo, Kazarine!).
    Combatter V è quello che ho seguito meno, e sì, era il più fiacco, ma anche qui adoravo il charades (non per nulla YAS è uno dei miei artisti giappi preferiti!), soprattutto quello di Maggie (anche se la Sonja di Vultus vinceva a mani basse, eh!).
    Mi sono sempre chiesta se il quattrocchi Jolly di questo anime fosse stretto parente del Manabu di Daltanious ;)

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  24. Il robottone era una mezza ciofeca esteticamente, ma per il resto ho sempre preferito Combattler a Vultus grazie ai suoi protagonisti un pelino più approfonditi, anche il gallinaccio aveva i suoi bei momenti.

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  25. credo di non averlo mai visto qui in Siculand, ai bei tempi d'oro...
    ma su Clemente, il minchia con la lente, mi sono ribaltato...

    ...nessuno di noi bimbi occhialuti, a otto anni, aveva quell'aspetto...er

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  26. Caspita... Ne ho davvero vaghissimi ricordi!

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  27. Da casa mia si vede casa di Ramirez che, oltre al Gallinero, ci ha regalato perle come "Terapiaaa" e "Bombaaa"... Le canzoni erano tutte "vagamente" simili:-)

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  28. Che bella recensione, che dice pane al pane,finalmente!!!Grande! E comunque sì,quello della tenda meritava la fracassata! Stupendo! Beh, ora mi vado a leggere pure le altre prime puntate e mi faccio quattro risate, che ci vogliono sempre.E magari mi rivedo qualche puntata,hai visto mai mi sono persa qualche "strage in nome della giustizia" nel corso degli anni...hehe.

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