mercoledì 29 giugno 2016

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Optimus Prime Masterpiece, Soul of Chogokin Vultus V 40th Anniversary e i nuovi Absolute Chogokin

Tripla dose di Toys in the Attic, la rubrica sul pupazzame di un certo livello che arriva a contendersi con ferocia e determinazione (ma più che altro con ferocia) un posto nelle vetrinette Ikea di casa. Oggi parliamo infatti del Masterpiece del precisino della fungia Optimus Prime (con tanto di confronto all'americana con il caro, vecchio Commander G1), del Soul of Chogokin strafigo di Vultus V, che arriva col suo vortice di luce fra le stelle e il suo spirito ribelle, e dei tre nuovi soldatini di ferrooohh della linea Absolute Chogokin. Gridate tutti insieme Metallo!, come se foste Rat-Man in presenza del Dottor Destino, e seguitemi. Autorobot, trasformatevi! [...]

Partiamo da Optimus Prime, nella versione Masterpiece USA, prodotta da Hasbro. Si tratta in pratica del Masterpiece MP-10 di Takara, ma con due differenze: la prima è l'orrenda scatola che potete vedere qui sopra, al posto di quella stilosa giappa. Una roba trasparente da giocattolone, super-ingombrante, con tanto di base in cartone sporgente che la rende ancora più scomoda da infilare in un ripostiglio. Una di quelle che, una volta aperte, ti vien voglia di buttare via, in pratica.
La seconda differenza riguarda il tono di blu delle gambe di Commander, che nella versione giapponese è decisamente più scuro, mentre qui è una sorta di blu elettrico. Proprio la colorazione è l'elemento più debole di questo Masterpiece, ma ci arriviamo tra un attimo.
Partiamo dal camion, come direbbe lo Stallone di Over the Top prima di sfidare a braccio di ferro qualche energumeno coi baffi. Bene, la resa del TIR è semplicemente splendida.
Massiccio, pesante, curato nei dettagli e pure molto simile alla versione originale, come dimostra la foto successiva:
prego notare il blu più scuro del G1, lo stesso usato dalla versione giapponese di questo Masterpiece. Le ruote, come avveniva per i primi Masterpiece e ora non avviene più /agitailpugno, sono in gomma e non di plastica.
Stesso discorso per il rimorchio, che può vantare tutta una serie di tocchi di classe. Di classocchi. Il logo Transformers su quella livrea bianca e azzurra sulla fiancata è a rilievo, non semplicemente serigrafato, e vari dettagli, come quelle righe in alto, arricchiscono il tutto, facendolo sembrare di meno quello che è, cioè un parallelepipedo di plastica grigia.
Laddove l'originale aveva semplicemente un portellone ribaltabile, che diventava rampa una volta calato, quello nuovo ha due sportelli e una rampa a scomparsa, estraibile dal fondo. Ovviamente il tutto è in scala con le autovetture Masterpiece, più grandi degli Autorobot G1. L'importante, in ogni caso, è continuare a caricare delle Lancia Stratos, ovvio.
Qui vediamo invece il Roller, il veicolo a sei ruote (a destra quello G1) e il mini Spike Witwicky del cartone. Spike ha braccia e gambe (in due punti) articolate, per piazzarlo come vedremo in tutta un'altra serie di posti.
Grazie a degli slot a scomparsa, coperti da uno sportellino, sul Roller si può agganciare volendo il cannone ionico di Optimus Prime
o direttamente il rimorchio.
Come l'originale, il trailer resta in piedi anche da solo su dei cavalletti orientabili. Una volta aperto, diventa la Battle Station, con varie postazioni per Spike e i dettagli interni scolpiti nella plastica anziché affidati agli adesivi,
come avveniva invece nel G1. È figo vedere come però anche il più piccolo dettaglio dell'originale sia stato ripreso ed elaborato. Manca solo la pompa di benzina, d'altronde i Transformers vanno ad energon, quella serviva solo per la miscela del motorino Tomos con cui Spike andava a fare le penne in piazza.
Altra feature ripresa dal G1: la postazione snodata può estendersi anche al di fuori del trailer chiuso. Nell'originale per mezzo di un buco sul tetto, e ciao, ora con un foro a scomparsa, normalmente chiuso da due sportellini.
Infine, aprendo uno dei due parabrezza, con la sicumera di un campionissimo di carglassripara carglasssostituisce, Spike può finire anche alla guida del camion. E a che diavolo serve un pilota su un camion senziente? No, a niente, ma quando passa una cabrio con una pheega a bordo, può suonare il clacson per fare lo sborone. In America si porta.
Piazzato in verticale, il trailer aperto diventa la Maintenance Dock di Optimus Prime, per ricaricare le batterie e pure il cellulare, con alloggiamenti a destra e a sinistra per il cannone e l'ascia di energon.
Infine, come pura curiosità, da aperto c'entra per intero il vecchio rimorchio. Ma bando alle cialde e passiamo al robot. Stacchetto!

Anche in versione robot, questo Masterpiece scalcia culi a nastro martellando tutti i fronti come in una controffensiva vietcong, tranne uno. Molto più alto degli altri Masterpiece Autorobot, per rendere le proporzioni del cartone, massiccio, solido.
Senza contare il capolavoro ingegneristico del tutto, il fatto che un camion così realistico si trasformi in una controparte così perfetta del robot del vecchio cartone. La trasformazione in sé segue le linee di quella originale, ma è molto, molto più complessa. Stranamente però, almeno una volta tanto, "complessa" non vuol dire "devi impazzireeeeh": sono tanti passaggi, ma tutti molto intuitivi, ci si arriva quasi anche senza guardare le istruzioni. Beh, hai scritto quasi.
Gli snodi sono tanti e fanno tutti bene il proprio lavoro, permettendo una posabilità degna di questo nome. Ma passiamo ai difetti: il primo, di entità modesta, è rappresentato dagli... indici. Sono incastrati all'altezza delle nocche, senza un mini-perno, e stringendo la mano attorno all'arma è facile che si stacchino, come in molti Gunpla: ci vogliono due secondi per rimetterli a posto, ma tocca fare attenzione a non perderseli.
Il secondo e ben più evidente problema è rappresentato, si diceva, dalla colorazione. Fatta eccezione per le parti cromate e per alcuni elementi gialli o color argento (mascherina del robot e "parastinchi", ad esempio), quasi tutta la figura è semplicemente nei colori originali della plastica usata. Il rosso e il blu sono il rosso e il blu delle rispettive plastiche: no verniciatura, no party. E laddove in altri Masterpiece, come molte delle auto o Soundwave, la resa è migliore per via dei colori di base, qui rosso e blu (e tanto più il blu elettrico della versione USA) fanno troppo giocattolone costoso. Ok, di quello si tratta, alla fine, ma ci siamo capiti. Esposto vicino a un robottone della serie Soul of Chogokin, per dire, questo Masterpiece fa la stessa figura di un gunpla semplicemente assemblato piazzato in vetrinetta accanto a uno verniciato. In particolare, quelle gambette color grigino fanno tanto triste.
Capitolino armi: il cannone ionico di cui sopra può essere ripiegato su se stesso,
 (eeee... là!)
e riposto in un pratico vano portaoggetti in mezzo alle scapole del robot.
L'altra arma è l'ascia di Energon, cazzillo di gomma che si incastra sul pugno e che fa pena esattamente come tutte le armi traslucide da pupazzetti (per non dimenticare).
Infine c'è la Matrice del Comando, a cui si accede aprendo il parabrezza e sollevando una placca color metallo, soprattutto in caso di morte prematura di Commander.
La Matrice del Comando, a differenza di praticamente tutto il resto, è in metallo. Togliendola i due parabrezza pettorali si chiudono peraltro meglio.
Foto di famiglia con un paio di Autorobot, per apprezzare la differenza di altezza, e avanti il prossimo.
Degli Absolute Chogokin, soldatini in ferro non dipinti e non articolati, alti in media 8 cm e venduti a una decina di euro l'uno, dei robottoni classici, si era detto in questo post qui. Nell'ultimo viaggio a Tokyo avevi comprato tutti quelli usciti (tranne la versione limited dorata di Mazinga Z, ché quella anche stica) e ora hai aggiunto i tre nuovi: il Grande Mazinga, Getter 1 e Afrodite A.
Eccoli tutti in parata (Afrodite A dietro, in porta, ché non c'era spazio. Maschilismo robotico! Buuuh! Vrigogna!!1!),
ed ecco in dettaglio i nuovi. Qui al centro c'è il Grande Mazinga,
qui (destra) vediamo il Getter 1 accanto al Getter Dragon,
e questa è invece Afrodite A in procinto di sparare una robominna. Il livello di dettaglio è pazzesco e, per quanto sia bello il metallo al naturale, colorati avrebbero spaccato il mondo. Jeeg, a tuo parere, resta quello più figo di tutti.
Chiudiamo con l'edizione 40th Anniversario (della linea Chogokin, non del robot) di Vultus V (o Voltes V). Recolor del Soul of Chogokin GX-31V, con una colorazione più vicina a quella dell'anime. Si tratta di un SoC uscito a gennaio 2015 e il cui prezzo è schizzato subito alle stelle causa solita mossa fuBBa di Bandai di tagliare la tiratura. L'hai trovato a un prezzo onesto grazie al solito wargarv e sei felicerrimo di averlo preso perché, beh, è uno dei Soul of Chogokin più fighi di sempre.
La scatola, grazie al cielo robotico di dimensioni compatte (è più piccola di quella di un Master Grade, per fare un paragone), nei colori sobri e con logo dorato delle edizioni 40th, contiene la tradizionale bara di polistirolo e un tray con armi e accessori vari.
Il Vultus V si trova scomposto nei cinque veicoli/velivoli, che son belli quasi quanto il robot.
Il Cruiser, ad esempio, la navetta che forma la testa del Vultus, è tutta in plastica, ma è verniciata nel rosso metallizzato figherrimo di questo SoC,
ha i carrelli estraibili e la calotta della cabina sollevabile.
Questo è invece il Frigate, con varie parti a scomparsa e una solidità d'insieme che molti altri chogokin si sognano per i "pezzi" trasformabili di un robot componibile.
Il tuo preferito è il Lander, formato dai piedi agganciati. Tutte quelle parti lucide e cromate, le trivelle e le ruote grandi lo rendono un veicolo che non avrebbe sfigurato sul set di I-Zenborg, in mezzo ai finti palazzi, ai finti dinosauri di gomma e agli sbuffi di fumo.
Abbiamo quindi il Panzer, cingolato con pinzone orientabili che diventa il torace del Vultus,
e infine il più bruttarello, il Bomber, l'unico che sembra esattamente quello che è, un paio di braccia attaccate.
Ecco i singoli componenti, una volta trasformati
e questo è il robot terminato l'agganciamento. Sigla dal bassismo carismatico notevole, fuori! 

Alto circa 25 cm, il Vultus è una bestia con un sacco di metallo e ingegneristicamente pazzesca, vista la posabilità che sono riusciti a rifilare a un robot componibile. 
Gli snodi alle caviglione e le articolazioni delle braccia e delle gambe permettono di tirar fuori pose molto più circensi di queste, ma da fermo resta di fondo di una badasseria decisamente pronunciata. Ultimo ma non ultimo (diciamo penultimo), tutto sta perfettamente al suo posto, senza componenti che ballano. Ed ecco, questo è probabilmente l'unico inghippo:
la testa sta così al suo posto... che in pratica non si muove. Il tipo di aggancio scelto per la navetta/testa e le ali là dietro fanno sì che la rotazione possibile della capoccia sia minima.
Questo è praticamente l'unico difetto che hai riscontrato,
oltre forse all'effetto "roba appesa" dietro la schiena, ma non avendo uno scatolone con le ali come il Daitarn 3, non c'era modo di mascherare il tutto. Sei comunque della scuola di pensiero che preferisce i componenti tutti lì, anziché le robe sganciabili.
Armi: la spadona del Vultus, Excalibur, è tutta in plastica, ma anche tutta cromata 10HP.
L'elsa è del resto il logo a forma di ali del robot, che il Vultus si cavava letteralmente dal petto.
Detto dei vari set di mani e di un simbolo pettorale alternativo in plastica non verniciata, passiamo alle altre armi. Non esattamente favolose, ma oh, quelle erano.
La catena spaziale si può piazzare al posto di una mano nell'apposito sparacoso,
oppure infilare in un sostegno da reggere con l'altra mano, agganciando la catenella all'altro arto. 
Questo set di supposte sono le torpedini solari,
mentre questo è il bazooka, con effetto infortunio gravissimo mentre si gioca a calcio ottenibile semplicemente agganciando la mano sotto al cannoncino.
Chiude la coppia di corde megaelettronucleare, nome altisonante per quelle che sembrano due cinture... perché sono due cinture, nel senso che nel cartone il Vultus le tirava fuori da sotto la fibbia. Come un capofamiglia violento dell'Ottocento, si sfilava la cinghia per menare i nemici. Poi dice che i robottoni non istigavano alla violenza. Alle due cinture el zarro si possono agganciare quelle trottole della morte lì.
Poi c'è lo sparviero meccanico, misterioso velivolo che nell'anime portava un componente extra per il robot. Il componente è quel cosillo grigio lì sotto,  
e c'ha ovviamente l'apposito scomparto dietro alla schiena. Se non c'hai un cassettino in mezzo alle scapole, nella comunità robotica non sei nessuno. Altre robe che avresti dovuto fotografare ma non l'hai fatto, perciò peschi le foto dall'Internet:
 la modalità cingolatone gigante,
e lo stand per piazzare tutte le armi e gli accessori, con quella testa di rapace in alto a sinistra per ricordare la base del Vultus V, Big Falcon.
E via, a far compagnia agli altri robottoni alti in vetrinetta: il fratocugino Combattler V (la sua bruttissima copia), Zambot, Trider, Daitarn, Daltanious... e Soundwave. Che non c'entra un pazzo ma che piace ai gio-va-ni.

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73 commenti:

  1. molto belli...possiedo il modello MP-10 Takara e devo dire che è uno dei più belli e massicci che ci siano con una colorazione forse appena migliore del tuo ma son piccolezze, però in effetti la scatola non si può vedere! Quelli piccoli in metallo a 10 euro dove li hai beccati?

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  2. Bellissimo il Vultus.
    A parte che la sigla, e ancora di più la canzone della trasformazione mi gasano come poche altre.

    Prima o poi spero ne faranno un SRC a prezzi umani (il Jeeg costa uno sprosito).

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  3. Ma sbaglio o era il Vultus ad essere la copia del Combattler, dato che è uscito un anno dopo?

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    1. Non intendevo che Combattler è nato in quanto copia di Vultus. Intendevo che tra i due, separati alla nascita e generati a pochi mesi di distanza, Vultus è quello che considero figo.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. @ roberto: probabilmente lo saprai già, ma l' autore dei manga è lo stesso ... per cui dubito si possa parlare di " copia" ( almeno ,nel senso di " plagio" ! )

      Altrimenti Lejii Matsumoto se la vedrebbe amarerrima con sè stesso !

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    4. Fa parte della "trilogia romantica" il combattler è quello nato prima e per questo più di successo in giappone.

      Vultus, per storia animazione e personaggi, è assolutamente più figo senza se e senza ma, spiegalo però ai giappi che gli piace più mazinga Z che il grande mazinga :D

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    5. Anche a me piace più Mazinga Z che il grande Mazinga :D Forse perché "Z" è il primo che ho visto da bamboccio

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  4. Splendido post come sempre, Doc! Il buon vecchio Commander fa sempre la sua porca figura, anche senza preoccuparsi troppo delle piccole differenze di colorazione. Il Vultus è e rimane uno dei più bei SOC, a mio parere. Ci furono parecchie lamentele proprio per la Excalibur, dato che era interamente in plastica. La Bandai risolse il problema facendo uscire una Excalibur in metallo da affiancare al SOC. Peccato che sia praticamente introvabile.. E qui ho rosicato, non posso negarlo. Chiudo il commento con i più doverosi complimenti! Vai alla grande, Doc! Continua sempre così!

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  5. Per citare Bruno Pizzul.. "tuuutttoooo moooltooo bbbeeelloooo!!"

    Doc ma la rece del Daltanious? Che qui si è curiosi, si è..

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    1. Eh, quel Daltanious ce l'ho da anni, non è la recente ristampa :)

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    2. Ecco perchè l'ho cercata e non l'ho trovata qui sul blog.. ;)

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  6. Tutto questo, appurata la magnificenza di cotanta tracotanza robotica, ci riporta ad un vecchio quesito rimasto irrisolto: a quando una nuova puntata degno di questo nome del DM'sTT? :D
    Ora però vado a ringere in bagno, che la foto di quella vetrina mi ha toccato nel profondo.

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    1. Probabilmente mai. Il "lascio i pupazzi lì per ore per farci le foto, tanto nessuno li tocca" con il terremoto in casa non è più possibile :)

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  7. Il Commander G1 la avevo quando ero un baldo giovine,ora chissà che fine avrà fatto.. I piccoletti metallici mi tentano,sono davvero bellini e il Vultus é davvero figo

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  8. Ma il Daltanious è componibile pure lui? Oppure è tutto di un pezzo?
    Ma ne hai fatto la recensione Doc?

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    1. Sì, è componibile e non l'ho recensito (vedi sopra risposta ad Air Angelo).
      I singoli pezzi li puoi vedere in questa foto:

      http://2.bp.blogspot.com/-IPgTN8XS6JY/TZHoNL6SRAI/AAAAAAACKus/krtp5cGU4tw/s1600/1.jpg

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  9. Quanti organi interni servono per avere il Vultus?
    Quanto devo stare piegato a novanta?
    E' semplicemente fantastico.

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  10. Commander è stupendo. È ancora reperibile? e a quanto?

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    1. Risposta cumulativa anche per Sebashaw: entrambi (sia Vultus 40th che Optimus Prime), ad avere culo, sui 180/190. Il Masterpiece Optimus Prime versione USA come questo, almeno, ché il Takara (Jap) costa di più. Lì a Tokyo ho visto prezzi assurdi anche per la prima versione Masterpiece, parecchio più bruttina e senza rimorchio.

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    2. l'MP1 ok è senza rimorchio ma è parecchio fico.
      Ed è anche tipo una volta e mezzo l'MP10 ^^;;;[Ne hanno fatto anche una versione con rimorchio e si trova il rimorchio tarocco a giro]

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  11. il Bomber è abbastanza sbagliato. Nella verione originale la cabina è tutta sparata in avanti, qui è a mezzo braccio. Ma bobbè

    per il resto bellissimi ed impressionanti. Sarei curioso di sapere come vengono progettati

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    1. Gran lavoro di CAD 3D immagino :) Mentre le "sculture" (tipo figurine umane, robot in pose pazzesche ma fisse) sono fatte in gran parte partendo da sculture fatte da artisti, e poi ci si fa un calco pere gli stampi di produzione, in questo caso credo ci sia un grosso lavoro di design meccanico. Se inizialmente puoi pensare a un meccanismo o a una soluzione di incastro/giuntura sulla carta, poi non puoi prescindere dal verificare la fattibilità in un CAD 3D con simulazione dei meccanismi :)

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    2. E c'è anche da calcolare due fattori importanti: da un lato evolvono i materiali, le capacità di produrre micro-snodi e incastri con tolleranze sempre più spinte e sempre più economiche, dall'altro questi robottoni sono sempre più "grossi", il che ti permette soluzioni costruttive impensabili in scale più piccole. Esempio da due lire: il Bomber ha la cabina arretrata perché è vincolata dalla lunghezza dei "braccetti" snodati. Se questi braccetti fossero più grossi potrebbero essere telescopici e le cose cambierebbero.

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    3. Proprio oggi si deve parlare di Bomber... Sigh :(

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    4. https://www.myminifactory.com/object/voltron-defender-of-the-universe-22430

      Un esempio di cosa si può fare quando si lavora su una scala molto grande (vedi foto del leone rosso con una SD card vicina)

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  12. oddio.... due dei robot che più hanno segnato la mia infanzia...
    il commander (optimus soooooooca!!) era già bello nella versione GIG degli anni 80. questa poi...

    e il Vultus per me era uno rei robot più fighi (anzi phighi) di sempre. bello da vedere, potente, e baddassico q.b.

    complimenti per gli acquisti...!

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  13. Permettetemi una domanda vagamente OT
    Rivedendo la sigla (figherrima) di Voltus V ho pensato alla triste vita degli altri piloti che una volta unito il robot dovevano assistere allo scontro con il villanzone di turno chi rovesciato, chi di spalle, chi al contrario, chi in un piede. Insomma solidarietà e rispetto ai comprimari del Vultus V (e non solo)

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    1. Che poi, rileggendo, non è una domanda ma un'amara riflessione...

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    2. Ma forse che forse avevano quelle "cabine rotanti" che erano in grado di riallinearsi per farli stare in orizzontale? Non ricordo... Tra parentesi, chi stava nella "testa" dei leoni che facevano le braccia del Voltron quanto mal di mare soffriva?!?

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    3. Scusate se faccio il pdf, le cabine ruotavano per far star "comodi" i piloti, se non mi sbaglio durante la trasformazione alcune le facevano vedere

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    4. E finivano tutte dietro l'occhio destro del robot, senza riguardo per chi non fa le rotonde come i jappi e gli inglesi :)

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    5. La Boldrini ha lanciato una petizione per far agganciare i piedi di Vultus in testa e viceversa.

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  14. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  15. Molto bello il Vultus, anche se, dei suoi compagni di vetrinetta, era il Trider il mio preferito. Ho provato più volte a mandare il CV alla Takeo General Company, ma niente! :)

    Due domande "tecniche": ma nel Vultus è possibile togliere la "V" dal petto, per simulare, appunto l'estrazione dell'Excalibur?

    Ma davvero i transformer avevano le armi ad energia più da robottone, ovvero spade, asce e simili? Io non ne ho proprio ricordo. In effetti la resa non è delle migliori nel pupazzame.

    Comunque, fossi in te potenzierei il sistema d'allarme di quella vetrinetta! :)

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    1. Si, si toglie la "V" e c'è una spadetta piegata dentro ma non è molto bella da vedere, cmq tanto di cappello ala Bandai per averla fatta

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    2. Grazie per la risposta.

      Probabilmente l'hanno fatta per simulare l'effetto calippo dell'estrazione, che era molto figosa! :)

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    3. Grazie anche da parte mia, Giuliano. Ché quella di foto l'ho fatta, ma mi son dimenticato di "ridurla" e postarla. Doh! :)

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    4. Si leva anche la cintura per simulare l'estrazione delle cinghie e menare i piccoli voltessini, da bravo patre patrone di una volta :D

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  16. Aggiungo una piccola domanda OT: ma amici e fratelli di Daitarn, non hanno mai avuto sequel, reboot o simili come i cugini Nagaiani?

    Ora, senza arrivare agli eccessi di Mazinga e compagnia, che hanno decisamente rotto, non mi dispiacerebbe rivedere questi in azione, anche solo con un anime che li faccia rivivere con le nuove tecnologie.

    Chissà se mai accadrà, magari in occasione di qualche anniversario.

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    1. Non mi risulta, ma se anche fosse sarebbero fatti in CG e perderebbero molto del loro fascino "da super robot" IMO

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    2. Immagino che sono serie che non hanno avuto in patria quel successo sufficiente per essere ancora remunerative oggi. Va doverosamente aggiunto che una serie sia ancora ricordata oggi da noi in Italia non implica che sia lo stesso in Giappone (e vale anche l'opposto, per esempio Kinnikuman).

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    3. Ma infatti mi sembrava strano che fossero stati tutti dei flop in patria.

      Chissà, magari la Sunrise prima o poi si accorgerà che potrebbero lucrarci sopra e ci ripenserà.

      Anche perché secondo me, soprattutto Trider e Daitarn, sarebbero ancora validissimi a livello di idea e concept. Certo, temo che si riducano a bimbominchiate, ma la curiosità mi rimarrebbe!

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  17. Maaaa, tutti questi robottoni componibili jappi con la guida a destra (o meglio, nell'occhio destro), si possono avera anche in versione con guida a sinistra per noi europei? Non vorrei calpestare un palazzo per errore o prendere una rotonda contromano :D

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  18. Gran bella vetrina Doc, complimenti. Sul Vultus sono d'accordo, gran bel lavoro di ingegneristica, non sembra un robot componibile per quanto è posabile e robusto. Mi piace un casino con la spada impugnata con entrambe le mani tenuta in alto sopra la testa, come quando nel cartone la estraeva dal torace. Ok ora basta che mi sto esaltando troppo.

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  19. Potenza dell'ingegno... oggi tutte quelle trasformazioni che (sia nei Transformers che nei robottoni) credevamo impossibili nella realtà (nei giocattoli, cioè, per ovvie ragioni economiche e di semplificazione pro bimbi), sono realtà....

    e poi, c'è la Lancia Stratos e un brano funky che non sfigura (cosa rara in Italy) dinanzi a certe produzioni originali...non possiamo perdere....

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  20. Bella recensione e belli anche i Robot, anche io preferisco il Vultus V che il Combattler l'ho sempre visto come il gemello povero. Purtroppo sull'Optimus Prime mi parte una coppia di chitemmù che nel periodo del MP-1 ero in piena robot-spree e l'ho comprato. Il peggio? In realtà il rimorchio c'era in cartone da piegare all'interno della confezione... Del tipo che mi è partito un:"Mi state pigghiando pu u culu?".
    Vabbè, c'è da dire che Optimus Prime fra gli altri è anche il PDF più inflazionato del mondo dei giuocattoli.

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  21. Come fare a non sbavare e a non rosicare con i nuovi "pupazzoni" del DOC?
    Semplice, avendoli già.
    Per fortuna il Vultus l'ho comprato in preorder e anche i nuovi Absolute (a dirla tutta li ha ancora Wargav ma aspetto che arrivi il Dalta, gh!)
    Quindi oggi non crepo di invidia anche se il Commander emotivamente parlando mi scuote parecchio

    (ripete mentalmente: ha la scatola brutta, ha la scatola brutta, ha la scatola brutta....)



    (per non parlare delle gambe blu, ha le gambe blu ha le gambe blu, ha le gambe blu, ha le gambù, Halgambù, Halgambù....)

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  22. Esco fuori dal coro per quanto riguarda MP-10. Ok che ha il rimorchio, ma per quanto mi riguarda il MP1 per dimensioni, stazza, proporzioni e quantità di metallo, gli è troppo avanti. Chi se lo vuole tenere prevalentemente in bot-mode dovrebbe orientarsi su questo. Poi, oh, de gustibus.
    Per quanto riguarda il Vultus 5: mamma mia quant'è bello!

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    1. Eh, ma per uscire fuori dal coro ci devi prima trovare qualcuno dentro! :D
      Io non reputo brutto l'MP-01, anzi. Non mi piace il radiatore (che poi hanno migliorato) e la scala mi è più congeniale quella nuova, più ridotta, sia per ragioni di spazio, sia perché mi sembra più in scala con gli altri Masterpiece. Che poi, oltre alle solite ragioni di sparagno, credo siano le ragioni per cui Takara si è orientata verso questa nuova versione. All'inizio della linea Masterpiece che ne potevano sapere di rapporti di scala (già materia LOL di suo nel mondo dei TF, okay :).
      La minor presenza di metallo e l'addio alle gomme degli pneumatici sono invece dettati dallo sparagno e basta, e bobbè.

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    2. In effetti io in vetrina l'MP-1 l'ho messo con gli Alternators ;)

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    3. C'è da dire anche che in seguito la Takara mise in vendita il rimorchio per l'MP-1. Purtroppo una vittoria di Pirro perchè non si trasformava in base mobile. Anche per me Optimus Prime MP-1 è figo e ce l'ho ancora, però avrei voluto di meglio e quando uscì l'MP-10 le balle un po' mi giravano ancora :).

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    4. Io preferisco MP 01 ma è molto piu giocattolone del MP 10.

      le plastiche sono piene di venature, il radiatore non è nemmeno tutto dipinto, lasciando un pezzo rosso al centro del cromato sulla cerniera, la testa ha un buco di lato.

      Ha molti piu gimmick come la matrice che si illumina ma dal punto di vista "giocattolosità" sta molto indietro.

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    5. Qualcuno trovato!
      Mi dispiace Doc, de gustibus non est sputazzandum, come dicono in queste lande, ma sto dalla parte di Kobayashi.
      Solo a livello di caratteristiche esclusive dell'MP-1/4: placca sul viso movibile a simulare il parlare del robot, metallo pressofuso sul busto e sulle gambe dalle ginocchia alle caviglie; dita singolarmente movibili, pistoni funzionanti all'altezza dei gomiti, sportellini sugli avambracci che si sollevano mostrando due piccoli schermi, sospensioni, battle axe che si può inserire indifferentemente in ogni avambraccio e non solo nel destro (e senza mostrare parti della mano, come si vede nella foto che hai postato).
      Per Fabrizio Trivellone: il rimorchio non trasformabile non fu messo in vendita dalla Takara, ma è un prodotto third party, infatti sulla scatola non c’è né il logo Takara, né il marchio Transformers.
      Il rimorchio trasformabile -e in scala con il primo Commander Masterpiece- fu poi prodotto assieme ad una ristampa del robot (ribattezzata MP-4).
      Se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo, l’MP-4 era privo del Roller.

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  23. Bello, hanno fatto veramente un bel lavoro. La resa dalle foto è veramente ottima, poi essere riusciti a donare posabilità ad un robot scomponibile, come confermi, è un grande risultato.

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  24. Dopo la tua recensione ho qualche preplessità su Commander, soprattutto sulla versione USA (colore delle gambe discutibile e scatola inguardabile quasi da bancarella). Adesso sono curioso di come verrà fuori il KO del MP-10, ormai si sono migliorati e potrebbe venire fuori anche più bello dell'originale USA.

    A Vultus V ci feci un pensiero ma alla fine preferii non prenderlo, in quel momento non ero sicuro e boh... sono molto umorale negli acquisti. Ammetto che vederlo adesso in queste foto in parte mi trova pentito per il mancato acquisto. Aggiungo che in quel periodo presi il Vb-6 König Monster che non ho ancora avuto il tempo di espore (ricordiamo che Macross è più realistico di Gundam).

    Recentementi mi sono comprato un Vf-1J Stealth della Yamato in scala 1/48 ad un ottimo prezzo e la moto di Mospeada di Stig Bernard.

    Parlando di Gundam mi sono preso da Wargarv il kit del del modello da cui deriva lo Zaku perché sembra un labor di Patlabor.

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    1. Sono andato subito a vedere il Vf-1J Stealth.

      Fighissimo!

      Sarà la colorazione, sarà il teschio, ma così sembra fatto apposta per Harlock. Chissà se lo hanno scelto come testimonial!

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    2. Io invece vi dico, avendoli avuti tra le mani entrambi, che il MP 10 takara è anche PEGGIO del MP 10 hasbro.

      Il blu è assolutamente a preferenza personale ma vi assicuro che essendo in pasta è giocattolone anche quello del Takara, in più NON HA DIPINTI un sacco di particolari come le parti gialle sul camion, gli occhi di Optimus e via dicendo.
      Tanto che se fate un giro su seibertron tfw o altri forum di trasformer nei sondaggi in genere piace di più quello americano...per cui regolatevi :)

      Comunque sia come facevo vedere ad Alessandro l'assurdo è che senza nessuna modifica ma solo verniciando l'MP 10 ci si accorge che ha uno sculpt pazzesco:
      http://www.tfw2005.com/boards/attachments/radicons-customs/27280850d1329963360-mp-10-optimus-prime-full-repaint-pic-heavy-xtrepaint_mp10_optimus_f2012_05.jpg
      http://www.tfw2005.com/boards/attachments/radicons-customs/27280851d1329963360-mp-10-optimus-prime-full-repaint-pic-heavy-xtrepaint_mp10_optimus_f2012_06.jpg
      http://www.tfw2005.com/boards/attachments/radicons-customs/27280829d1329962490-mp-10-optimus-prime-full-repaint-pic-heavy-xtrepaint_mp10_optimus_f2012_altmode_03.jpg
      http://orig11.deviantart.net/7037/f/2012/053/d/f/optimus_prime_mp_10_repaint___oil_change_by_xeltecon-d4qnvbx.jpg

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    3. Devo decidere come esporlo. Ho già due Vf-1a (marroncino e blu) in scala 1/48 esposti in versione battroid quindi pensavo di mettere lo Stealth di fianco in versione gerwalk.
      Ormai sono arrivati a dei prezzi assurdi a meno di botte di culo (tipo la mia) viaggiano dai 250 euro in su (pagato meno della metà).

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    4. Ma davvero, cosa non ti fa un po' di vernice. Soprattutto quel colore metallizzato sulle coscette. Ne viene fuori proprio un'altra roba. Ecco, Bandai, nella sua febbre infinita da repaint, una versione così, capace che la realizzava.

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    5. Chi ha fatto questo ha fatto un lavoro favoloso che deve aver richiesto in alcuni casi anche lo smontaggio e il riassemblaggio di alcune parti.
      Poi oltre che a verniciarlo è intervenuto anche su altri elementi. Per esempio le parti gialle sono state sostituite con degli elementi trasparenti gialli (almeno è quello che vedo io dalla foto).

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    6. PS: parlo dei triangolini sugli avambracci.

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    7. Beh il tizio parla di smontaggio praticamente completo, sabbiatura e smaltatura delle parti che sfregando avrebbero causato la spaccatura della vernice, e soprattutto di un processo di sabbiatura, verniciatura, levigatura, finitura in più mani che manco le chitarre elettriche :O Davvero un lavoro pazzesco

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    8. No il tipo ha fatto un lavoro pazzesco di smontaggio sicuramente, però come vedete non ha modificato il mold, nel senso che tutti quei dettagli per assurdo CI SONO GIA. Poi ha messo vetrini sul braccio....vabbe ok ma intendevo altro :)

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    9. Si il mold è già fighissimo di suo, ovviamente una bella "pitturata" fa uscire dettagli che nella plastica colorata un po' si perdono. Quello a cui mi riferivo invece erano parti che ha dovuto "ridurre" in modo che una volta aggiunto lo spessore della vernice fossero "giuste" per potersi chiudere/muovere/scivolare una sull'altra senza chippare la vernice

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  25. http://www.tfw2005.com/boards/radicons-customs/552723-mp-10-optimus-prime-full-repaint-pic-heavy.html

    BONTA' DIVINA! Questo repaint è spettacolare, le foto sembrano quasi foto! (si insomma ci siamo capiti no?!?) Onestamente l'MP-01 non mi ha mai convinto al 100%, questo mi piace molto proporzioni perfette e il repaint è mostruosamente badassico.

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  26. Nel modello originale Diaclone, il battle convoy, le osrti blu del rimorchio e il roller erano molto piu’ chiari, come la versione americana di questo MP-10. Quelli che nella versione transformers erano adesivi nell’interno del trailer, erano una lamina di metallo che serviva per far aderire i dianauti con i piedi magnetici. Hai visto la bellissima versione gigante KO di questo Convoy? Preso inoltre il nuovo Dia Battles Diaclone?

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  27. Madò... C'avessi due soldi lo comprerei anch'io. Troppo bello Vultus, ipnotico, ci giocherei per ore, trasformandolo e ritrasformandolo e facendolo per la stanza, con tutti gli effetti sonori del caso. Poi però torno adulto :(

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  28. Complimenti per le vetrine Doc,i miei myth cloth hanno abbassato tutti la testa e Pegasus si è lanciato di testa dall'ultimo ripiano...e quel Optimus...anche se marchiato Hasbro dubito che lo trovi in qualche toys center...o si? Che metto su le scarpe e vado a caccia...

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    1. leva le scarpe che non lo trovi nei toys center :)

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    2. Immagino,qua da noi per delle action figures degne devi far chilometri...o il solito ordine su internet...

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