martedì 29 dicembre 2015

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Il ponte delle spie, recensione senza spoiler

Spielberg e Tom Hanks di nuovo insieme, per un film che parla della cosiddetta Crisi degli U-2. E no, non si tratta di casini per la band di Bono Vox. Siccome i film sulla Guerra Fredda ti sono sempre piaciuti un sacco, e dato che la vicenda ruota attorno a Berlino Est, hai sperato di trovare ne Il ponte delle spie almeno un po' del gelo del meraviglioso Le vite degli altri (2006, di Florian Henckel von Donnersmarck). E? Beh, di freddo e neve ce ne sono quanti ne vuoi [...]
Scritto dai fratelli Coen e da Matt Charman, Il ponte delle spie (Bridge of Spies) è il racconto, piuttosto aderente ai fatti, dell'U-2 incident di inizio anni 60, narrato seguendo la figura dell'avvocato James B. Donovan (Hanks). Donovan viene prima chiamato a difendere in tribunale la spia sovietica Rudolf Abel (il cui vero nome era William Genrikowitsch Fischer e che qui è interpretato da un ottimo Mark Rylance), quindi a trattare lo scambio di quest'ultimo con il pilota di un aereo-spia U-2 abbattuto dai sovietici.
Il grosso rischio di tutta la faccenda era chiaramente il ritrovarsi di fronte alla solita suddivisione manichea e piuttosto vintage tra americani dal cuore grande e russi che parlano a smorfie, come il Viktor Rosta di Danko. Rischio per fortuna disinnescato dai Coen Bros, Charman e Stefanuzzo Spì in un modo molto semplice: a parte Donovan, qui sono grossomodo tutti stronzi. Gli americani forcaioli, ancora con i nervi scoperti dopo il caso Rosenberg (citato nel film), terrorizzati dal rischio di un conflitto termonucleare globale e fermamente convinti, dal primo all'ultimo, che l'unico russo buono sia quello morto. I sovietici freddi e calcolatori, con le loro messinscene e i piccoli inganni fasulli. I tedeschi della DDR, che Spielberg non perde l'occasione per dipingere come ridicoli burattini che sgomitano per sedersi al tavolo dei grandi, rimediando però solo coppini dietro la nuca. Un po' perché, beh, era vero che Mosca li teneva per i testicoli, un po' perché erano pur sempre tedeschi, pochi anni dopo l'Olocausto.  
Nel mezzo, quindi, Donovan. L'avvocato che va avanti per la sua strada, anche a costo di mettere a repentaglio la propria famiglia, quando crede che garantire alla spia un equo processo sia doveroso non solo per il bene di quell'ometto con gli occhiali che tutti vogliono veder finire in fretta sulla sedia elettrica, ma per la difesa della costituzione e di quanto fa di tutti loro, in definitiva, degli americani. Poi la faccenda si complica, entra in ballo lo scambio di prigionieri (con in più uno studente statunitense finito dal lato sbagliato del Muro a ingarbugliare ulteriormente la matassa), e Donovan si ritrova strattonato da tutte le parti, la CIA, l'URSS, la DDR, cercando di fare la cosa giusta.
Un uomo buono utilizzato palesemente come espediente narrativo, un oggetto luminoso gettato lì, a far contrasto, nel freddo desaturatissimo di un mondo prossimo all'autodistruzione senza un vero motivo. Non è un caso che Donovan trascorra buona parte del secondo tempo con un fazzoletto in mano, ad asciugarsi il naso e tremare: non è il freddo in sé, è la follia della Guerra Fredda che gli sta entrando nelle ossa. La storia, dicevi all'inizio, al di là di qualche dettaglio ripercorre in modo molto fedele gli eventi, lasciando poco spazio di manovra agli autori, anche per il lasso di tempo tutto sommato ristretto in cui i fatti si svolsero. Ma è uno spazio in cui Stefanuzzo Spì e i Coen si gettano di testa, approfittandone per infilarci dentro la costruzione del Muro e l'impatto devastante per la popolazione di Berlino. Quella scena, ciò a cui assiste Donovan dal treno/tram, facile quanto vuoi, è grande Cinema: il picco emotivo del film, il suo vestitino rosso da Schindler's List.
Ed ecco, il discorso emotivo, il solito borsino delle emozioni con cui ti ritrovi a fare i conti ogni volta che esci da una sala del cinematografò. Il ponte delle spie non è Le vite degli altri, e visto cosa doveva raccontare e come sceglie di farlo (la figura del solito Hanks buon padre di famiglia attorno a cui ruota), non poteva esserlo. Però è un gran bel film. Qualcuno là fuori, in selvaggiolandia, potrebbe dirvi che è un film molto lento. Buongiorno, le spie con le amiche bone e le scazzottate nei cantieri sono da quell'altra parte, qui si parla di storia. Di una pagina piccola e poco nota ai più, magari, ma per le sue dinamiche  perfettamente emblematica di quel periodo e dei rischi che le due superpotenze hanno fatto correre al pianeta solo per... boh, niente? C'è mica sempre una ragione, quando due scimmie litigano brandendo ossi atomici (autocit.).
Bel film. Magari non capolavoro, ma gran bel film, prova provata che allo Stefanuzzo di oggi i film in linea di massima vengono meglio, quando si dedica alla storia e lascia perdere i teschi di cristallo. Fotografia eccellente del solito Janusz Kaminski, sodale di Spielberg proprio a partire da Schindler's List
Non vi porterà sul brucomela delle emozioni, ma con il mood giusto getterà anche voi al gelo, comparse sullo sfondo nel video Nikita di Elton John. Lo sentite? Lo sentite il freddo nelle ossa della follia umana? Ecco. Solo a fine corsa, sulle scritte spiegone da fine film storico classiche, il sole tornerà a scaldarvi. Cosa stanno facendo quei ragazzini, visti da Donovan (di lì a poco alle prese con un altro tanaliberatutti mica da ridere) dal finestrino di un altro treno? Scavalcano? Meno di trent'anni dopo, saranno imitati da un sacco di adulti vestiti malissimo e con pettinature vintage. Quel giorno di fine '89, davanti al televisore di casa (un vecchio Seleco a colori, residuato postbellico del terremoto dell'80), piangevi. Perché eri contento, perché non c'era più bisogno di temere che un'atomica ti disordinasse le cassettine del Commodore. 



Il ponte delle spie
Recensito da: DocManhattan Data: Dec 29 2015
Voto: 4

43 commenti:

  1. Vorrei tanto andarci ma devo trovare il tempo e le persone per andarci.

    Mi spaventava comunque come film perché odio il patriottismo americano, lo trovo ipocrita e tronfio.

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    1. Film carino. mi è piaciuto ma come dici tu sai già dove va a parare è in alcuni punti mi fa incaxx

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  2. Visto domenica sera. Concordo con la tua rece Doc, Stefanuzzo si dimostra ancora una volta (se ancora fosse necessario) uno dei grandi del cinema amerrigano, così come il buon Tommaso Matasse.

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  3. Questo film mi interessa parecchio,anche perché e un periodo storico che cattura il mio interesse.
    Vedrò se riesco ad andare a vederlo.
    Anche a me come a Drakkan sta sugli iscritti ai club di silvio il patriottismo americano comunque.
    Volevo dire un'altra cosa non inerente ma che ritengo doverosa.
    Ciao Lemmy,hai portato fino in fondo una vita vissuta rock

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  4. Oltre al bellissimo 'Le vite degli altri' ho trovato molto interessante anche 'La Talpa' con un cast eccezionale, almeno per me.
    'Danko' me lo sono rivisto in raggio blu il 26 dicembre per riprendermi dalla grande delusione di Staruors. Bè! Vitor Rosta ha decisamente più carisma di Kylo'Emo'Ren...

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  5. porcaccio boia ho bruciato i miei bonus di libera uscita per vedere due volte SW e quindi credo sia quasi impossibile che riesca a vederlo al cinema.
    Aspetterò versioni alternative

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  6. non so... i personaggi saranno unilateralmente stronzi, ma casualmente l'unico buono è un americano... quasi quasi preferisco il patriottismo più smaccato che questo più sottile

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    1. Il problema, di fondo, è la Storia. Nel senso che quello è successo. Donovan ne fa innanzitutto una questione di rispetto del diritto e della Costituzione (di Abel, da principio, non sembra fregargliene granché), poi cerca di salvare due persone anziché una. Di patriottistico, però, qui non c'è niente. Semmai, si fa capire più volte che il vero patriota è Abel, la spia russa, perché non si vende agli americani, nonostante lo aspetti una condanna a morte già scritta.

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    2. alla fine i "buoni" sono due, l'americano e il russo e lo stesso americano non manca di ricordarlo. Il film è tutto che patriottico, è un film su ciò che dovrebbe essere l'America ma non su quello che era o è, basti pensare a Guantanamo. Spielberg è troppo maturo per non saperlo.

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  7. Visto.. E' un film "classico" nella migliore accezione del termine. Non solo ambientato nei fifties ma sembra perfino girato in quegli anni. E ripeto, non è una cosa negativa imho.

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    1. Concordo. Aggiungo che è formalmente perfetto. Con una fotografia assurdamente bella e surreale

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  8. Doc, comunque io al buon Donovan gli farei negoziare anche il mutuo della casa. Da quanto è bravo capace che me lo danno a fondo perduto!

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    1. Dopo quello che ha portato a casa da Cuba, sicuro!

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  9. Americanismo di qua, americanismo di là...

    Ricordo solo che su quel ponte se andavi da est a ovest senza permesso ti sparavano alla schiena, se andavi da ovest a est senza permesso non lo sapremo mai perché nessuno era così scemo da farlo.

    Crogiolatevi nell'odio per gli USA quanto volete, ma ricordatevi che potete farlo solo perché siete nel loro lato del mondo.

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    1. Non digerire il patriottismo in un film non era la stessa cosa che "odiare gli USA", l'ultima volta che ho controllato. Qui non vedo nessuno crogiolarsi in tale odio. Te?

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    2. Visto che mi sento tirato in causa chiarisco che non odio gli Usa e tanto meno difendo i regimi comunisti.
      Parlando degli USA e dell’#USApensioero non mi ritrovo in alcuni modi che hanno di vedere il mondo e soprattutto loro stessi. In tal senso consiglio sempre questa lettura di Montanelli:
      http://www.corriere.it/cultura/12_ottobre_28/montanelli-lettera-pulitzer-lezione-americana_55169d66-20f5-11e2-89f5-89e01e31e2ac.shtml

      Detto questo e in base ai commenti di molti sembra che il film, che non ho visto e vorrei vedere, mescoli il patriottismo con tutto il resto senza lasciarti uno sgradevole sapore in bocca. Quello che volevo sottolineare è che in tali pellicole il rischio che gli ammericheni se la suonino e se la cantino è molto altro anche se Stefanuzzo è uno serio di cui ci si dovrebbe fidare.

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    3. Dai ragazzi non buttiamola in politica adesso,io non odio nessuno,prima mi riferivo al fatto che in tanto film gli americani si lodano e stralodano dipingendosi come i salvatori del mondo,ok non in questo film però ci sono delle pellicole dove esagerano,tutto qui.
      Io non ce l'ho con l'America in generale.
      Comunque chi non è "nel loro lato del mondo" mi pare che li odia di più e non certo per come sono stati girati certi film.

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  10. E' uno dei due film che mi toccherà vedere nei prossimi gg - ho allontanato il rischio, ma nemmeno del tutto , di essere in sala x l'altro dicendo a Crepascola che Chewbacca prende fuoco ala fine del primo tempo e Han Solo lo impaglia e lo mette sul cruscotto del Millenium Falcon
    ( okay, un plagio di un passaggio di Kingsman con Pescelesso Firth, ma quello stavamo guardando mentre pensavo ad una scusa x evitare la Forza )- e tutto sommato mi piacerebbe seguire Tom nel suo viaggio, ma non sono del tutto d'accordo con la retorica - uso il termine come vox media - della follìa di quei gg e dei Muri eretti x nulla che fa il paio con la Mafalda di Quino che gira la rotella della sua radio , incappa nel notiziario che cita il conflitto arabo-israeliano e commenta che non sopporta + Tom & Jerry e con il Ratto di Ortolani di qualche anno fa che faceva di una lite condominiale l'innesco di un conflitto.
    Io sono x il fate l'amore e non l'altra cosa, sia chiaro, ma trovo pericolosa la semplificazione dei motivi x cui si arrivi alla altra cosa.
    Sono uno di quei tangheri che bruceranno all'inferno xchè di fronte a qualsiasi tema - è il caso che Bruce Willis scenda dalla funivia se la sua strada lo porterà ad un altro Die Hard piuttosto che il senso di colpa che prende chi mangia una pizza cotta nel forno a legna sotto una coltre di smog - risponde invariabilmente che la risposta non è semplice. Brr.
    Mi pare di vedere già Bob De Niro con un uovo sodo in mano...

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  11. Film splendido, freddo nella messa in scena ma caldo sulle riflessioni verso gli uomini e i principio. Si vero, sono quasi tutti stronzi e poi tutti molto umani.
    Sai Doc, la cosa più incredibile di questo film, a parte i contenuti, è la messa in scena. Ogni fotogramma è meravigliosamente studiato e illuminato. Non so quante stampe mi farei da appendere. Sia delle scene in US, che Berlino che dello spettacolare volo aereo. Ogni cosa! Sembra che sia un dipinto sto film

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    1. Beh, sì. Come scrivevo, a Spielberg e Kaminski (che con lui ha vinto due Oscar e ha portato a casa un'altra mezza dozzina di nomination) non puoi proprio dire nulla.

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  12. Nei prossimi giorni non potrò non vederlo… mi spiace soltanto che, conoscendo discretamente l'argomento, sarà inevitabile fare un po' di pulci a questa pellicola ma… va bene così. Se il Doc mi dice che sono più o meno tutti degli stronzi mi rassicura… il manicheismo non lo sopporto proprio.

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    1. Le licenze che si son presi per esigenze di copione, da quel che ne so, riguardano il pilota americano abbattuto. O meglio, i dettagli del volo durante il quale l'hanno tirato giù. Figata però l'U-2!

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  13. Oh, Steven Spielberg non cambierà mai. Rimarrà sempre lo stesso... nel bene e nel male

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  14. Non mi ispirava tantissimo per i temi trattati, ma lo terrò in considerazione sicuramente per quando uscirà in tivvì!!

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  15. Gran bel film! Io l'ho trovato scorrevole e in alcuni punti anche divertente, un buon prodotto insomma. Sarebbe stato facile scadere nel raccontare una visione distorta in cui(come dici tu DOC) le parti vengano rappresentate nettamente (America/buoni - Resto del mondo/bestie), ma questo non avviene. Quello che si vede è una visione del reale pensiero Americano(Governo e popolo) in contrapposizione con l'America ideologica ideale(Donovan).
    Dal lato opposto lo stesso avviene tra la Russia e la sua spia.
    Per i Tedeschi tutta un'altra storia e aggiungo - mia opinione personale - che non saranno mai abbastanza rappresentati in maniera troppo cattiva, anche ai giorni nostri sono comunque brutta gente, e il mondo non avrà mai un nemico peggiore...

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    1. Sui tedeschi: dai, su Giuseppe, ora non generalizziamo. Per perdere le finali e le semifinali dei tornei di calcio vanno sempre benone :D

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    2. Beh i tedeschi non finiranno mai di pagare le nefandezze commesse qualche decennio fa...
      Comunque il Doc ha ragione,vanno benissimo da cannellare in finale.
      Però anche coi francesi.... :-)
      Ma anche coi

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  16. Vado intenzionalmente OT: mentre tu vedevi Il ponte delle spie, io vedevo The Lobster. Sto ancora sconvolto :-)

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  17. Bel film, visto al cinema a natale prima di star wars (mi interessa di più questo) ma io non faccio testo essendo un ricercatore in storia contemporanea. La trama è effettivamente aderente alla realtà e tra l'altro il tutto poi si dovrebbe riallacciare con la crisi dei missili a Cuba e soprattutto con l'omicidio Kennedy (powers accuserà Oswald, che in quel periodo era in Urss, di aver fornito ai sovietici le informazioni per abbattere l'U2).
    L'unica nota stonata nel film è come dipingere la DDR che era tutto tranne che un paradiso ma non era neanche questo cumulo di rovine come viene descritto. Era, anzi, la "vetrina" verso l'occidente e ha sempre avuto, soprattutto dopo Stalin e qui siamo già nel '61 e Stalin è morto anni prima, maggiore autonomia rispetto alle altre democrazie popolari proprio per il suo status "speciale"
    In ogni caso il film è da vedere a mio parere

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    1. Beh, lì, come ho scritto, nulla mi toglie dalla testa che gli autori (anche i Coen sono ebrei) abbiano voluto calcare la mano di proposito, ridicolizzando i tedeschi di là. Il '45 e i campi non erano così lontani, nel '61. Ma magari è solo una mia impressione.

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  18. Dovrei andare domani.Avevo qualche dubbio ma Stefanuzzo mio sul civile difficilmente toppa.Piuttosto mi sembra che per essere un film di Spielberg non sia stato molto pubblicizzato.

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  19. mmm se riuscirò a trovarlo la prossima settimana andrò a vederlo di sicuro...anche perchè ho amato tantissimo "le vite degli altri" quindi come ambientazione mi attira abbastanza...staremo a vedere...

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  20. dopo una serie di telefilm di Spielberg, direi non proprio riuscitissimi, ero un po restio a pagare 9 euro per questo film ma vuoi la compagnia vuoi la mia dipendenza da nachos con salsa piccante ho ceduto e.... e meno male! Davvero un gran film, condivido la tua recensione.
    Seguendolo attentamente riesce a trasmetterti emozioni forti, e non mancano piccoli momenti di spassosa ironia: la finta famiglia della spia russa, il "...Là" di Donovan. insomma Bello

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  21. A me é piaciuto molto e per tematica ha ricordato moltissimo il buio oltre la siepe. Il film su presta a diversi livelli di lettura, sopratutto politici, ma Spielberg non è nuovo a queste cose

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  22. Tom Hanks mi è scaduto come attore dopo il parrucchino Da Vinci e la pubblicità della FedEx ma forse il film merita di essere visto...

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  23. Bello, anche a me è piaciuto un sacco. Trall'altro bellissimo il personaggio di Abel

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  24. uscito dal cinema, rimango sbigottito dai commenti degli amici che erano a vederlo con me.... "si carino, ma che palle" "mamma mia che lentezza".....se vi aspettate un film da spie con topolone al seguito inseguimenti e sparatorie, state a casa.
    se volete vedere un bel film storico che racconta dei fatti realmente accaduti, una buona recitazione (quasi tutti a parte il doppiaggio del console russo) ed un ottima fotografia, è il film che fa per voi

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  25. Un manuale di come dovrebbe essere fatto un buon film. Quando classico vuol dire bello.

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  26. Dal punto di vista stilistico e della realizzazione generale un film davvero impeccabile,pero`,nonostante il tema mi attizzi parecchio,a me e` sinceramente "arrivato" molto poco...boh "Le vite degli altri" fa centro su tutta la linea,mentre "Il ponte" al centro non si avvicina proprio.

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  27. Adesso i pischelli riderebbero... ma che ne sanno loro di cosa voleva dire vivere durante la Guerra Fredda? In quegli anni di fine Settanta, quando si era a letto e di notte si sentiva passare un aereo, il pensiero "Adesso sgancia la bomba!" era concreto e per nulla tanto improbabile.

    Soprattutto dopo aver visto "The Day After", la cagazza era tangibile.

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