mercoledì 2 luglio 2014

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20 cose che forse non sapevate su E.T. l'extra-terrestre

E.T. Spielberg curiosità
C'era una ragione ben precisa per cui non avevi ancora parlato a queste coordinate di E.T. l'extra-terrestre: non riuscivi a decidere in quale rubrica farlo. Perché come tutti i grandi classici dei primi anni 80 con la magia dentro è un pozzo di San Patrizio di curiosità, e quindi perfetto per 20 cose che forse non sapevate su... Ma al contempo è anche un grande catalizzatore di lacrime napulitante per voialtri rEgazzini dell'epoca, e quindi meritava una proiezione del Nuovo Cinema Guaglione. Così alla fine hai deciso di tagliare la testa al toPo e di fare entrambe le cose: una puntata speciale di 20 cose che forse non sapevate su... con un'appendice da Nuovo Cinema Guaglione. Forte, ve'? Spingete su quei pedali della BMX, ché si va a cominciare [...]
20 - Nel 20 cose che forse non sapevate su… dedicato a I predatori dell’arca perduta si diceva qualche tempo fa come, tra una pausa e l’altra delle riprese, quando tutto il cast e la troupe non erano atterrati dal cagotto, Spielberg e la sceneggiatrice Melissa Mathison (all’epoca fidanzata di Harrison Ford e sua futura moglie) stessero lì a discutere del copione di questo film chiamato E.T. Quello che allora non abbiamo detto, però, è che E.T. nasce come un progetto completamente diverso. Non un film per famiglie con un alieno buono, ma un horror thriller fantascienzo con tanti, incazzosissimi alieni cattivi.
Il copione - titolo provvisorio Night Skies - firmato dallo sceneggiatore John Sayles (autore, tra le altre cose, di Piranha, L'Ululato e Stella solitaria) parlava di un gruppo di villanzoni extraterrestri che assediava una fattoria isolata, terrorizzando una famiglia. Spielberg affidò al truccatore Rick Baker (Star Wars, Men in Black, Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie) il compito di creare gli alieni malvagi, ma durante le riprese de I predatori dell’arca perduta cambiò idea: il riaffiorare di alcuni ricordi d'infanzia lo spinse a dare tutto un altro taglio al progetto, tenendo solo la parte in cui l’unico alieno buono instaurava un rapporto con un ragazzino autistico e buttando tutto il resto.
L'alieno buono di Night Skies
Laddove “buttare” nel gergo di Hollywood = “riciclare per un altro progetto”. Quella storia della famiglia isolata alle prese con una minaccia paranormale?
Ualà, Poltergeist - Demoniache presenze (1982), diretto da Tobe Hooper ma prodotto sempre da Spielberg, che lavorò alle due pellicole contemporaneamente. Va peraltro aggiunto che Spielberg girò E.T. per la Universal e non per la Columbia Pictures, per la quale stava sviluppando Night Skies, perché i capoccia dello studio definirono la nuova pellicola "uno stupido film alla Walt Disney". Bella pensata, Columbia. Complimenti.
19 - In varie interviste, Spielberg ha sottolineato come la storia di Elliott ricalcasse la propria infanzia: un bambino di dieci anni, cresciuto con le sorelle da una madre divorziata, per superare la sua solitudine immagina un alieno invisibile che gli faccia compagnia. Ma oltre che nel proprio vissuto, Stefanuzzo sarebbe andato a pescare anche altrove: in casa di altri. È quanto sosteneva il regista e sceneggiatore indiano Satyajit Ray, che accusò il cineasta americano di aver scopiazzato un suo soggetto del 1967 intitolato The Alien. Per fare un supersuntone di una storia piuttosto lunga, Satyajit Ray chiese l’aiuto dello scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke per trovare uno studio americano interessato al suo progetto, e Clarke gli presentò un suo amico, Mike Wilson, che fece da tramite con la Columbia. Il film entrò in pre-produzione e si fecero i nomi di Marlon Brando e Peter Sellers per il cast.
"Non c'è uomo così micidiale in tutto il mondo. In confronto a questo alieno che telefona a casa, questa è come una pistola ad acqua!"
Ma il film in seguito finì nel limbo per varie ragioni e il regista indiano se ne tornò a Calcutta, disgustato da una serie di casini capitatigli a Hollywood (non ultimo Wilson che cercava di fregargli la storia). Anni dopo, all’uscita di E.T., Ray dichiarò che c’erano molti punti in comune con la sua storia, e l'influenza del copione di Ray su Spielberg venne confermata da Clarke, oltre che da Martin Scorsese e da Richard Attenborough. Spielberg respinse le accuse di plagio, dichiarando che all’epoca in cui quel copione circolava a Hollywood lui era ancora al liceo. A voler fare i precisini, però, lui il liceo l’aveva terminato nel ’65 e i suoi primi lavori da professionista arrivarono nel '69...
18 - Nella scena in cui Michael, Elliott ed E.T. vanno in giro per strada per la festa di Halloween, uno dei bambini è vestito da Yoda. Per un attimo, si sente anche il tema di Yoda di John Williams, mentre E.T. si avvicina al bambino. Non è però l'unico collegamento tra E.T. e Star Wars.
In Star Wars Episodio I: La minaccia fantasma, tra le varie razze aliene che partecipano alla riunione del Senato Galattico si intravedono tre compaesani di E.T. Il che, a volerci ricamare sopra, spiegherebbe peraltro perché quel bambino vestito da Yoda abbia attirato l'attenzione di E.T. a Halloween.
La scena finale con E.T. all'interno dell'astronave prima della partenza è citata in una scena tagliata di Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith, con Yoda visto in un'inquadratura simile quando arriva su Dagobah. E poi ci sono i giocattoli di Star Wars a casa di Elliott, ma di quelli parliamo più avanti.
17 - Spielberg voleva per E.T. un alieno brutto. Molto brutto. Non desiderava un piccolo alieno adorabile, ma un mostrillo che facesse tenerezza per il suo comportamento e non per il suo aspetto. Chiese qualcosa di simile a "una tartaruga senza guscio" a Carlo Rambaldi, che aveva già lavorato per lui in Incontri ravvicinati del terzo tipo. E Rambaldi gli tirò fuori un volto che miscelava quelli di Carl Sandburg, Albert Einstein ed Ernest Hemingway. Con l'aggiunta, pare, della faccia di un carlino.
Alla fine vennero create quattro teste di E.T., una da utilizzare come animatronic principale e altre con espressioni dedicate, più il costume. A indossare quest'ultimo furono due nani, Pat Bilon e Tamara De Treaux, e un bambino di 12 anni nato senza gambe (Matthew DeMeritt), che sapeva camminare sulle mani e a cui vennero perciò affidate le scene in cui E.T. camminava in modo strano (come quando si ubriaca con la birra). Il costo complessivo di costume e teste fu di tre mesi di lavoro e un milione e mezzo di dollari, più di un decimo del budget complessivo (10 milioni e mezzo). Subtrivia: i giovani attori del film trovavano molto difficile guardare il volto di E.T. quando dovevano interagire con lui sul set, perché gli occhi erano troppo distanti tra loro. La soluzione? 
Spielberg disse loro di scegliersi un occhio e guardare solo quello…
16 - E a proposito di occhi, Spielberg girò buona parte del film ad altezza di bambino, per aiutare il pubblico a immedesimarsi in Elliott ed empatizzare con E.T. Quello di E.T. del resto è un film di e per ragazzi, genuino esponente di spicco del Nuovo Cinema Guaglione (ne parliamo alla fine): non è un caso se la madre di Elliott sia l'unico adulto di cui vediamo il viso per oltre un'ora di pellicola.
15 - La casa della famiglia di Elliott si trova a Tujunga, in California, e nel 2009 stava per finire nel corposo elenco dei set famosi distrutti da un incendio. Ché questi incendi neanche un po' di rispetto per la nostra infanzia, e non sono cose, signora mia. La collina dietro l'edificio finì carbonizzata assieme a 62 case, ma l'abitazione di E.T. venne risparmiata dalle fiamme. Amicizie aliene pUtenti.
14 - E.T. è un film letteralmente pieno di riferimenti all'immaginario popguaglione dell'epoca. Michael e i suoi amici sono impegnati a inizio pellicola con uno strano gioco che, di lì a poco, milioni di giovini italiani avrebbero scoperto chiamarsi Dungeons and Dragons,
Nella camera di Elliott ci sono un poster di Hulk sul letto e un adesivone di Hulk accanto alla porta,
le action figure di Star Wars che mostra ad E.T. e anche vari velivoli della saga (un Tie Fighter su un ripiano vicino alla porta, un X-Wing appeso al soffitto), il Super Simon, le caramelle Pets, una scatola di Lego, uno squaletto di gomma (un tipico auto-omaggio di Spielberg)…
Senza contare il Grillo Parlante usato da E.T. per costruire l'accrocchio per "chiamare casa"
e la maglietta di Space Invaders indossata da Michael. Per la cronaca, l'accrocchio fatto col Grillo Parlante funzionava davvero
e a Spielberg Space Invaders piaceva un frappo.
Le bici usate da Elliott e gli altri ragazzi sono delle Kuwahara, prodotte dall'omonima azienda giapponese fondata a Osaka nel 1918 da Sentaro Kuwahara e famiglia. Protagonista del boom delle BMX che travolse gli Stati Uniti e poi il resto del mondo a partire dagli anni 70, la Kuwahara ottenne una pubblicità enorme da E.T., e sfruttò la cosa mettendo in vendita vari "modelli E.T.", in diverse fasce di prezzo.
Una replica del modello E.T. è stata prodotta nel 2002 per il ventennale del film. Vorresti tantissimo averne una tipo ora. Anche senza gli optional del cestino e del volo notturno.
13 - Quando la sorellina gli chiede se E.T. sia un maschio o una femmina, Elliott risponde che è un maschio. Ma Stefanuzzo Spì dichiarò in seguito che E.T. non è né maschio né femmina, in quanto essere molto più vicino alle piante che agli animali. Quanti anni ha E.T.? A dar credito alla novelization del film oltre 10 milioni, ma altre fonti parlano di "soli" 900 anni.
12 - L'incredibile successo al botteghino del film spinse Spielberg e la Mathison a scrivere solo poche settimane dopo, in quell'estate del 1982, la bozza del soggetto per un seguito, E.T. II: Nocturnal Fears. Il trattamento, lungo 9 pagine, parlava di alieni malvagi e albini della razza di E.T. che arrivano sulla Terra per cercare E.T. (il cui vero nome, si scopriva, era Zrek), e non trovandolo rapivano e torturavano Elliott e gli altri ragazzi. Poi Spielberg capì che questa cosa della tortura aliena non era proprio l'ideale per il target del primo film, e lasciò perdere. Tempo dopo il regista dichiarò che un seguito avrebbe solo "privato il film originale della sua verginità".
Cosa che con grandissimo zelo, armato di vibratore, cercò di fare il videogioco per Atari 2600 di E.T., noto ai più come una delle peggiori zozzerie della storia dei videogame. In realtà era solo un gioco mediocre come tanti, brutto perché sviluppato in sole cinque settimane da un povero cristo che rispondeva al nome di Howard Scott Warshaw, e che si era distinto in precedenza con titoli ben più meritevoli. La somma spaventosa sborsata per i diritti (legata alla previsione folle di continuare a vendere milioni di console a un mercato saturo) avviò la Atari Inc. verso la sdrucciolevole via del fallimento, il che fu a sua volta una delle cause del grande crash dell'industria dei giochini nel 1983. A lungo la storia delle milionate di copie invendute di questo grande incidente ferroviario in galleria, sepolte da qualche parte in un discarica di Alamogordo, nel New Mexico, è stata una delle leggende metropolitane più amate da siti e riviste di videogiochi.
Solo che non era una leggenda metropolitana: alla fine dello scorso aprile le hanno trovate DAVVERO. O meglio: c'era un lotto di copie di ET sepolte là sotto, insieme a tanti altri titoli Atari. Un'azienda in crisi aveva svuotato il magazzino in discarica, non sepolto "il gioco della vergogna".
Ma si diceva poco sopra del sequel abortito. Bene, un seguito E.T. in qualche modo l'ha avuto lo stesso. L'autore della riduzione in romanzo del primo film, William Kotzwinkle, ha scritto infatti nell'85 un altro libro intitolato E.T.: The Book of the Green Planet (pubblicato in Italia da Sperling & Kupfer come E.T. Il libro del pianeta verde). Nel romanzo, E.T. torna sul suo pianeta natale, Brodo Asogi, ma i malvagi villanzoni del dado star (o qualcosa del genere) lo spediscono in esilio.
11 - Per la voce di E.T., il responsabile degli effetti audio Ben Burtt aveva bisogno di un bel vocione da catananna tabagista e lo trovò in Pat Welsh, donna californiana che si tirava due pacchetti di sigarette al giorno. La Welsh (già ingaggiata ne Il ritorno dello Jedi per la voce del cacciatore di taglie Boushh), impiegò circa nove ore per registrare le sue battute e ricevette per questo da Burtt un compenso di 380 dollari. Lo stesso Burtt mixò poi la voce della donna con quella di altre persone (Spielberg incluso) e i versi di un paio di animali. La voce provvisoria di E.T. durante le riprese apparteneva invece a un'altra attrice con vocione, la Debra Winger di Ufficiale e gentiluomo, che interpreta anche una delle persone mascherate per strada a Halloween:
è il dottore con la maschera da mostro, il camice e il cane. Nella stessa scena, sempre inquadrati dai buchi del costume da fantasma di E.T., oltre a Yoda
si intravede di sfuggita anche un Indiana Jones giuvinotto. La voce italiana di E.T. è di Elsa Camarda nella versione originale, di Germana Dominici nel ridoppiaggio del 2002. Subtrivia: per il suono della camminata di E.T. venne sbatacchiata in giro una maglietta piena di gelatina…
10 - Spielberg chiese a Michael Jackson e al suo produttore Quincy Jones di scrivere un brano per l'E.T. the Extra-Terrestrial Storybook Album, un cofanetto contenente un LP, uno storybook e un poster di E.T., previsto per quel Natale del 1982. Il brano di Jackson e Quincy, "Someone in the Dark", piacque talmente tanto a Stefanuzzo Spì, che chiese loro di realizzare tutto l'album. La cosa andò in porto, grazie al beneplacito della Epic Records, che permise a Jackson di incidere con la rivale MCA Records purché A) "Someone in the Dark" non uscisse come singolo e B) il cofanetto arrivasse nei negozi solo dopo Natale. Perché? Perché a fine novembre loro avevano in uscita Thriller.
Tutto bene, tranne che non andò bene per nulla: l'album uscì il 7 novembre e la MCA fece circolare il singolo tra le radio, fregandosene delle condizioni dell'accordo e venendo così costretta dalla Epic a ritirare il disco dai negozi, se non voleva beccarsi una causa da 2 milioni di dollari. Le due società si accordarono, ma Jones sostenne che né lui né Michael Jackson videro mai un centesimo da quel progetto. Jackson era comunque molto contento della sua riuscita: quando ritirò OTTO premi ai Grammy Awards del 1984, disse che era molto orgoglioso soprattutto di quello ricevuto per quell'audio book nella categoria Best Recording for Children. Inutile dire che il singolo promo di "Someone in the Dark" ora è materiale da collezionisti, e ogni copia vale facile la millata di verdoni. Subtrivia: E.T. ispirò quell'anno anche la "Heartlight" del cantautore americano Neil Diamond, che pagò alla Universal una certa somma per non aver casini. E intanto, a Calcutta, al povero Ray continuavano a girare ad elicottero.
9 - Spielberg chiese a Harrison Ford di fare una comparsata nel film, nei panni del direttore della scuola di Elliott, ma la scena fu poi scartata. Tra i tanti attori contattati per E.T. e non finiti nel cast di E.T. per le ragioni più varie ci sono anche Juliette Lewis, provinata per la parte della piccola Gertie e Corey Feldman. La parte prevista per quest'ultimo venne tagliata dal copione, così Spielberg promise a Feldman un posto in un suo prossimo film. Come abbiamo visto, Spielberg sapeva mantenere le promesse fatte ai rEgazzini, e quel film fu I Goonies
8 - Ok, che la piccola Gertie fosse Drew Barrymore lo sanno pure i muri ignoranti, e di lei parliamo dopo. Vediamo invece cosa ne è stato degli altri protagonisti.
Henry Thomas (Elliott) ha continuato a fare l'attore, e si è visto in film come Gangs of New York e Psycho IV: The Beginning, nei panni di un giovane Norman Bates, nientedimeno. Il suo ultimo lavoro è la serie USA Tradimenti (Betrayal) della ABC, in cui interpreta T.J. Karsten.
Robert MacNaughton (Michael, il fratello maggiore di Elliott), ha smesso di recitare come tanti attori rEgazzini molto presto, nel 1987. È tornato però sul set dopo tanti anni (durante i quali ha lavorato per le poste USA) proprio negli ultimi mesi: ci sono due suoi nuovi film al momento in post-produzione, l'horror Frankenstein vs. The Mummy e Laugh Killer Laugh (in cui la protagonista femminile è sua moglie, l'attrice Bianca Hunter).
Passiamo agli amici di Michael. Tyler è l'attore C. Thomas Howell, apparso in un infinitilione di pellicole, da I ragazzi della 56ª strada a The Amazing Spider-Man. Nella recentissima serie Grimm è Weston Steward. Ah, in mezzo a tutti gli altri suoi film ti piace ricordare Soul Man, commedia dell'86 che avrai rivisto tipo sei volte.

Gli altri due amici di Michael sono interpretati da attori che hanno appeso poco dopo al chiodo le loro carriere. Steve è Sean Frye, mentre il tipo con la radiocuffia, Greg, è K.C. Martel, apparso in decine e decine di film tra il 1977 (una comparsata in Wonder Woman) e il 1992 (Genitori in Blue Jeans: era Eddie, un amico di Mike).

Per completare il quadro, la madre di Elliott e sosia più bona di Flavia Vento è Dee Wallace. Oggi ha 66 anni e il suo ultimo film è Love and Mercy, biopic sulla vita di Brian Wilson dei Beach Boys.
7 - Rampolla di una potente famiglia hollywoodiana, Drew Barrymore aveva iniziato a recitare giovanissima, debuttando a soli 5 anni in Stati di allucinazione (1980) di Ken Russell. Figlioccia di Spielberg,
fu lei a tirar fuori quella battuta sui piedi dell'alieno ("Non mi piacciono i suoi piedi"), non prevista dal copione. Al regista piacque e decise di usarla.
Un giorno, durante le riprese, Drew continuava a sbagliare e dimenticare le sue battute. Spielberg, sempre molto buono con i bimbi, si imbufalì e prese a cazziarla. Finché non gli fecero notare che la bambina stava recitando nonostante la febbre alta. Dandogli silenziosamente anche del pirla. Poi dice che quella si è data precocemente al fumo (9 anni), all'alcol (11), all'erba (12) e alla coca (13 anni). Finita in rehab a 14 anni, roba che al confronto Britney Spears non era nessuno, Drew tornò in seguito sulla scena, prendendo parte a Donnie Darko e, uh, ai Charlie's Cosi, lì, e a Batman Forever e ad altri film che tipo preferisci dimenticare.
6 - Parlando di volti famosi, questa se avete letto Per il potere di Grayskull la sapete già, ma oh. La biondina che Elliott bacia a scuola,
utilizzando un povero cristo (Ken T. Ottsee) come scalino, durante la ribellione indotta dalla simbiosi con E.T. alcolizzato?
Era Erika Eleniak, futura Playmate di Playboy e bagnina di Baywatch. Quella faccia che fa Elliot in classe NON era l'alcol.
"Mo' mi limono una Playmate, mica fischiett"
5 - Una teoria molto gettonata vuole presente in E.T. un sottotesto cristologico molto forte: E.T. che muore e risorge, il cuore luminoso, i miracoli. Spielberg ha spiegato più volte che si tratta però di pure coincidenze, perché avesse coscientemente realizzato un'allegoria cristiana, sua madre, ebrea molto devota, gli avrebbe tolto il saluto...
4 - Proiettato fuori concorso al festival di Cannes, E.T. fece venir giù la sala dagli applausi. In poco tempo, la pellicola di Spielberg divenne quella di maggior successo della storia di Hollywood, record detenuto come sappiamo fino all'uscita di Jurassic Park, undici anni dopo. Solo nel mercato USA il film arrivò a incassare 435 milioni di dollari, che diventano quasi 800 (792) con il botteghino degli altri Paesi. A questi vanno aggiunti gli ennemila milioni di dollari piovuti con il merchandising e con l'home video:
solo la videocassetta di E.T., prodotta in molti mercati con una linguetta verde per distinguerla dalle copie pirata, ha venduto oltre 15 milioni di copie.

E.T. non fu, come molti credono, il primo film della Amblin Entertainment, società di produzione creata da Spielberg insieme ai produttori Kathleen Kennedy e Frank Marshall un anno prima: l'onore spetta a Chiamami aquila, pellicola di Michael Apted del settembre 1981. Sul logo della Amblin ci sono però finiti evidentemente Elliott, la sua bicicletta ed E.T. in volo davanti alla luna, e non John Belushi.
3 - In tutto il film e nei titoli di coda non viene mai menzionato il cognome della famiglia di Elliott. Il personaggio interpretato da Peter Coyote, in compenso, non aveva nemmeno un nome di battesimo. Nei credits viene indicato come "Keys", perché nella prima parte del film lo si riconosce dal mazzo di chiavi appeso alla cintola.
2 - La versione del ventennale del film nel 2002 presentava diverse differenze rispetto a quella originale. Innanzitutto erano state rimosse le armi (pistole e fucili) degli agenti che inseguono Elliott e gli altri ragazzi prima del volo sulle bici. Le armi furono rimpiazzate con dei walkie-talkie, con un effetto surreale (decine di federali tutti con un walkie-talkie in pugno?). Furono inoltre migliorate in CGI e aggiunte diverse scene scartate nel 1982, come una in cui Elliott spiega a E.T. come funziona una vasca da bagno o un'altra in cui lo pesa sulla bilancia. Non però quella con Harrison Ford, perché secondo Spielberg avrebbe distratto troppo lo spettatore. In totale, aggiunte e ritocchi costarono a Spielberg 100mila verdoni. Ma ne fu almeno contento? No.
Il regista si pentì della scelta, tanto da arrivare a dire che la versione vera del film restava quella del 1982 e che non avrebbe mai più fatto delle Lucasate di questo tipo per i suoi lavori. E alla prima occasione utile (leggi edizione 30° anniversario per l'uscita in Blu-Ray), ha rimosso tutto, ripiazzando fucili e pistole al loro posto ed eliminando quelle riprese con l'inguardabile E.T. in CGI.
1 - Sempre per quel discorso che chi si lamenta del product placement aggressivo dei film di oggi non sa di cosa sta parlando, E.T. viene citato come uno dei primi, clamorosi esempi di product placement multiplo. Dall'inizio sino alla fine, la pellicola è tutta una carrellata di marchi. E siccome i film dell'epoca si dividevano come sappiamo in due grandi scuole di pensiero, Coca e Pepsi,
E.T. appartiene alla prima. Hai contato almeno una decina di inquadrature con una o più lattine di Coca-Cola in bella mostra, e indovinate qual è la prima cosa che Elliott offre ad E.T. quando vuole nutrirlo? Esatto.
A questa fiera della pubblicità poco occulta per rEgazzini non partecipò però la Mars Incorporated. Gli autori chiesero il permesso per utilizzare le M&M's nel film, nella scena in cui Elliott doveva seminarle nel bosco per attirare E.T. Ma i capoccia della Mars, parenti evidentemente degli altrettanto impediti capoccia della Columbia, dissero che non volevano avere nulla a che fare con un film su un alieno brutto che avrebbe spaventato i bambini. Per il film si utilizzarono così i Reese's Pieces della rivale Hershey, le cui vendite schizzarono verso l'infinito e oltre grazie al film, mentre l'amministratore delegato della Hershey faceva probabilmente gli scherzi telefonici notturni al CEO della Mars.
E ok, fine dei trivia, passiamo all'appendice Nuovo Cinema Guaglione. Tranquilli, hai giusto 45mila cose da dire e... fermi, fermi. Stavi scherzando. E.T., esattamente come I Goonies, non è un film come gli altri. Non è un film che si ricorda con affetto enorme solo perché di quell'epoca, solo per un imbruschettamento molesto degli occhi indotto dal finale strappalacrime in sé. E.T. è E.T. perché Elliott - ancora, come i Goonies - era uno di noi. Se ne andava in giro in BMX, aveva i poster e gli adesivi di Hulk in camera, come quelli che noialtri si trovava negli albi Corno saltati fuori dalle buste sorpresa, voleva giocare ai giochi dei ragazzi più grandi, era segretamente invaghito della ragazza più carina della classe, si sentiva solo quando gli altri non lo capivano.
Elliott è il rEgazzino che fa vedere i giocattoli a un nuovo amico che ancora non conosce, per vincere l'imbarazzo iniziale portando la conversazione su un terreno comune. E quando poi quell'amico diventa un amico vero e va via, anche se il ragazzino Elliott non vorrebbe farlo vedere agli altri, son lacrimoni.
Perché, attenzione, anche E.T., pur nella sua mostruosità di carlino alieno vegetale genio della tecnologia con la faccia un po' da poeta e un po' da Einstein, era uno di noi. Era l'amico del cuore che cambiava città o anche solo scuola, o andava via alla fine delle vacanze. Al quale si diceva Ma no, ci vediamo, tranquillo, solo che poi non lo rivedevi più, e con lui andava via anche un pezzetto della tua infanzia, perché capivi che il mondo è fatto così. Grande materia di magone, oggi come trentadue anni fa, alla prima visione in quel cinema dell'82 ricolmo all'inverosimile di rEgazzini o alla qualcosesima ieri sera in raggioblù, sul divano di casa, anche se E.T. era magari diretto a un pianeta, città, scuola migliore. Maledetto di uno Stefanuzzo Spì.

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73 commenti:

  1. Ora devo scappare ma E.T. me lo gusto al ritorno .... Telefono Antro .... Telefono Antro ....

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  2. io nel 1983 avevo 10 anni...
    ...che altro dire? sottoscrivo tutto!
    Grande Doc!

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  3. Ho fatto vedere, un anno fa, ET al mio nipotino che all'epoca aveva 4 anni. Non solo lo ha visto tutto, cosa difficile vista la soglia di attenzione bassina per quell'età, ma sul finale si è fatto 20 minuti di pianto a dirotto.

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  4. Ma percaso Henry Thomas è un parente di zanetti?

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    1. Quantomeno hanno lo stesso parrucchiere. Loro due e Superman.

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  5. Aggiungo una nota personale:
    Nella versione del ventennale Elliott viene ri-doppiato con la voce ODIOSA del bambino di Giurassic Parc..... ("E un dinosauro obbediente? Di'-di-si-sauro...")

    Tanto odiosa che me lo sono rivisto in Inglese con i sottotitoli in Inglese...

    ps: ho già detto odiosa?

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    1. sicuro? Il ridoppiaggio di ET è venuto 10 anni dopo e non credo che il doppiatore poteva fare ancora i bambini...

      controllando le schede, mi sà che confondi George Castiglia con Gabriele Patriarca (che da bambini avevano voci simili e in effetti il secondo ha sostituito l'altro ormai cresciuto in alcune scene aggiunte di vari film tipo il Re Leone per esempio)

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  6. ET è un film che ricordo molto poco, credo di averlo visto tutto una sola volta ed era all'oratorio. Mi lasciò abbastanza freddo all'epoca e non ho più sentito il bisogno di rivederlo. Ricordo il film soprattutto per il genio di Rambaldi che sapeva sfornare delle cose assolutamente pregevoli.

    Forse sono un po' strano ma i film con i regazzini o gli adolescenti mi hanno sempre destato pochissima empatia (anche quando i protagonisti avevano la mia età), credo che l'unica eccezione siano I Goonies di cui forse ho amato più il ritmo della pellicola rispetto ai protagonisti.

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    1. Il tuo commento fa riflettere. Anche io mi imbruschetto quando rileggo o rivedo i film guaglioni, ma se ci ripenso, fino ai dieci - undici anni non avevo particolare feeling con i film con protagonisti bambini o adolescenti: come tutti i ragazzini mi immedesimavo con gli eroi e i protagonisti adulti, perché a quell'età VORRESTI essere adulto.
      Probabilmente l'effetto bruschetta è retroattivo, perché adesso a debita distanza riconosciamo nei protagonisti giovincelli il nostro mondo e le nostre abitudini di quando, in quegli anni, avevamo quell'età.
      ET merita un discorso a parte, perché sulla carta è -appunto- un filmetto stile Disney, ma nella geniale realizzazione del caro Steve è un capolavoro della fantascienza e non solo, l'apice truffautina del regista, inoltre quando l'ho visto avevo più l'età di Michael che non di Elliot, quindi l'immedesimazione non c'era già più.
      Tuttavia se vado a (ri)vedere film "guaglioni" precedenti di qualche anno, mi rendo conto di apprezzarli molto più adesso, per lo stesso motivo per cui mi riguarderei 50 volte di fila "Super 8". Abrams, tra l'altro, in quel film gioca facile, perché nel 1982 Spielberg dimostrò il suo genio descrivendo magistralmente il mondo di un preadolescente di quegli anni, cosa niente affatto banale per un trentenne forse neanche padre, mentre JJ descrive la PROPRIA infanzia, tra l'altro attingendo a piene mani dal capolavoro dello zio Steve. Nulla tolgo all'ottimo lavoro fatto in quel film, al momento il suo migliore, ma tra i due film c'è una differenza culturale abissale, e forse questp gap è lo stesso che separa il nostro giudizio attuale da quello dell'epoca.

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  7. E.T. credo sia l'unico film che ho amato ma che non ho più rivisto, e tutto perchè l'imbruschettamento degli occhi è totale.

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    1. idem. L'ho visto solo una volta, serbandone un ricordo meraviglioso da ragazzino ma senza il coraggio di rivederlo più, forse per non rischiare di percepirne emozioni differenti, forse per non rischiare di perdere quel fascino che mi fece lasciare in salotto i miei genitori e una coppia di loro amici che lo avevano portato in vhs a casa per andare in cucina, di nascosto, a piangere come un disperato.

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    2. Ti capisco! Stessa cosa anche per me! :)

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  8. "Mo' mi limono una Playmate, mica fischiett" #fantasieeroticheregazzine. Grazie Doc. , come sempre lacrime lacrime e ancora lacrime napulitane inframezzate da n prodotti da product placement.

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  9. Bellissimo post. L'empatico alieno simil-vegetale che ripete a nastro una frase come un mantra mi fa venire in mente Groot :D

    La BMX di Elliot se la gioca nella mia memoria con la Saltafoss col sellone e la leva delle marce.

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  10. Se si guarda il mio profilo su twitter si capisce quanto mi piaccia E.T..Potrei scrivere uno dei miei post kilometrici ma cerchero' di non farlo anche perché non fregherebbe a nessuno.
    Comunque incredibilmente il Doc e' riuscito a scovare alcune cose che non sapevo tipo il provino a Corey Feldman,o la colonna sonora di Micheal Jackson e la comparsata di Debra Winger che sapevo come doppiatrice.
    Che dire,E.T. e' stato il primo film che abbia visto al cinema e me lo ricordo ancora nonostante siano passati piu' di 30 anni.Ricordo un pupazzetto col dito che si illuminava figlio del mostruoso merchandising dell'epoca.
    Ovviamente due anni fa agli Universal Studios non ho potuto non comperarne un altro (versione peluche) e l'anno scorso a Londra mi sono fatto immortalare al museo delle cere sulla bicicletta con E.T. nel cestino.
    Quando nel 2002 sono andato a vedere la riedizione al cinema sono rimasto talmente schifato che non credevo ai miei occhi.E.T. in CG e' inguardabile e la dimostrazione di come il progresso tecnologico non sempre sia la soluzione.Un pupazzone animatronico funzionera' sempre meglio sullo schermo.Ricordo con terrore anche il ri-doppiaggio cosa che odio mortalmente nei film.
    Quando l'anno scorso e' uscito il raggioblu l'ho comperato solo perché avevo letto che era la versione originale dell'82 doverosamente ripulita dalle ingiurie del tempo con il suo bravo doppiaggio.Bravo Stefanuzzo.E sei riuscito a farmi uscire i lacrimoni anche a 32 anni dopo...

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    1. E niente...e' venuto fuori un altro post kilometrico...

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  11. Posso aggiungere un punto 21? Posso. Ricordo di aver letto un fumetto di Alan Moore, regalatomi e poi perso chissà dove, probabilmente prestato e mai più ritornato, un fumetto ispirato (o casualmente scritto prima di E.T., su questo Moore era un po' vago nella presentazione del volume) al film di Spielberg, solo che che, a differenza della pellicola analizzata, c'erano gli aGlieni cattivi e c'era l'amore interspecie fra Skizz, l'alieno, e Roxy, la protagonista emula di Elliot. Sai mai che anche il ragazzino c'avea voglia di un po' di ET...
    Aggiungo link wikipediano
    http://en.wikipedia.org/wiki/Skizz

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  12. Sempre bellissima questa rubrica. E.T. l'ho visto solo un paio di volte in vita mia, da ragazzino e poi un po' più grandicello ma non è mai stato amore come per i Goonies. Perfettamente d'accordo con l'ultima parte sul perchè questi film sono indissolubilmente legati all'infanzia e scatenano subito la nostalgia canalis in noi nati tra la fine dei 70 - inizio 80.

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  13. Ciao. Hai qualche news sul perché in Italia sia stato trasmesso solo dopo un settantiglione di anni? Grazie

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    1. Intendi in televisione? No. Ne parla anche Azel in un commento più sotto. Io, di sicuro, dopo averlo visto al cinema l'ho rivisto solo in VHS una decina di anni dopo...

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    2. Sì, intendevo la TV. Mi pare sia stato trasmesso alla Rai dopo tipo 20 anni o giù di lì. Uno dei pochi film che hanno subito un trattamento del genere.

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    3. ricordo di averlo visto su RAIUNO nel 91 o nel 92 o giu' di li...effettivamente non ho memoria nemmeno io di una visione negli anni '80...ohibo' !Perché ?????

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    4. Sì ricordo anch'io che il film fu trasmesso in TV solo molti anni più tardi, minimo una decina.
      Mi pare di aver letto da qualche parte che fu (almeno in Italia) una scelta dei distributori per favorire la vendita dei VHS... o forse era la spiegazione che mi ero dato io all'epoca.

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    5. Occhio, ché fino alla fine degli anni '80 era perfettamente normale per la Rai trasmettere i film 10-15 anni dopo la loro uscita nelle sale: il 90% dei film in onda sui canali nazionali fino a quella data era materiale precedente il 1972.
      Fu l'avvento della Fininvest che appunto, verso la fine del decennio, incominciò a mandare in onda film di pochi anni prima, a spronare la Rai ad accorciare i tempi, insieme con la diffusione e l'abbassamento dei prezzi del VHS.
      I film di James Bond iniziarono ad essere trasmessi in TV, proprio dalla Rai, intorno all'88, per dire, a 25 anni di distanza da "Dr.No" e fu un evento.
      Quindi ciò che è strano non è tanto il ritardo nella prima trasmissione, quanto la scarsità di repliche, se si pensa che Schindler's List viene trasmesso con cadenza quasi semestrale.

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    6. Questo spiega perché io non sia molto affezionato a questo film: avendo avuto 3 anni nell 82, niente cinema..e quando passò in Tv ero evidentemente già troppo grande per la fase Guaglione e più affascinato da Marty e la DeLorean che dalle BMX!!
      Però ricordo di aver visto con certezza altri film Guaglioni (Navigator, Explorers, Giochi stellari..) in Tv negli anni 80, quindi il destino di ET deve essere stato molto crudele!!
      Ah per la cronaca, stessa sorte mi stava capitando con Blade Runner (no cinema, niente passaggi Tv) poi x fortuna Babbo Natale mi regalò il VHS intorno all'88/89 e da allora fu grande amore..!

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  14. credo di essere l'unica persona al mondo ad ODIARE questo film e quello stramaledetto nano extracomunitario col dito caccoloso


    perché? semplice da bambino mi terrorizzava, la prima volta che l'ho visto sono scappato piangendo e ho avuto incubi per giorni....il bello che film come alien, nightmare ecc non mi facevano un baffo asd

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    1. Hahahaha grande! Anche io ho sempre odiato questo film!

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    2. no no ci sono anche io!
      non l'ho voluto vedere da piccola perchè mi avevano detto che dentro il costume da alieno c'era un bambino malformato e la cosa mi aveva terrorizzato. l'ho sempre trovato spaventoso e per niente tenero. il film l'ho visto da adulta, con gli occhi da adulta quindi si, carino, ma non mi ha fatto effetto...

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    3. Pure io l'ho sempre odiato, per me era un film horror e la sola idea di vederne anche una scena mi terrorizzava. Ricordo che dopo aver visto una specie di servizio sul film in un TG non ho più chiuso occhio per un paio di notti perché avevo paura che quei cosi orripilanti e schifosi volessero invadere il pianeta e rapirmi.
      Adesso il terrore è passato ma il senso di profondo schifo per quel film non mi ha mai abbandonato, sono contento di non essere il solo.

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    4. gioventù sono commosso, dovremmo creare un club di quelli che odiano e.t..... come jesus fai a fare un film per bimbi ma l'alieno è una busta marrone del pane accartocciata con quella voce orripilante! A me fa una paura invereconda ancora adesso, ricordo che me lo sognavo tutte le notti e mi svegliavo senza voce tanto il terrore! E inoltre non potevamo stare tranquilli neanche il resto dell'anno per quelle stramaledette pubblicità della Insip,dove il piccoletto faceva volare i telefoni!
      Spesso ho pensato di vederlo il film per cercare di superare sto trauma,ma ogni volta che ci penso rinuncio subito!

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  15. "Maledetto di uno Stefanuzzo Spì" mi sembra il miglior commento (anche se l'amministratore delegato che faceva scherzi telefonici notturni non è male...) ;-)

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    1. L'amministratore scherzone mi ha fatto sbellicare...

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  16. Per fortuna la versione BluRay e' tornata all'edizione dell'82, perche' quella 2002 era veramente sgradevole. Ricordo di averla vista una volta in televisione, senza essere informato della sua natura, e pensai "ma che e'? Quello non e' ET! E hanno dovuto inciospare anche qua!". Un po' di rispetto, alcuni guardano questi film solo per la nostalgia...

    Questo film mi e' rimasto abbastanza impresso anche per la sua assenza, infatti dopo l'uscita al cinema spari' per anni, per poi arrivare in televisione e home video solo negli anni 90, per Natale forse nel '92.
    In pratica quando giravo in videoteca facevo come quello dei "Soliti idioti": "si' ma.... ET?".

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  17. Due appunti da PdF:

    1. Nessuna menzione a Vittorio De Sica? Se non erro la cosa delle bici volanti fu ispirata al finale del film Miracolo a Milano.

    2. E qui parte il wall of text.Visto che citi brevemente il videogioco di ET ed il crash videoludico del 1983 penso che bisogna scrivere alcune cose che spesso vengono ignorate.

    Innanzitutto: ET fu al tempo stesso un flop e un campione di vendite: all'Atari riuscirono a sbolognare un milione e mezzo di copie,ed ET incredibilmente figura nella top ten dei giochi piu' venduti di sempre dell'Atari 2600!

    Cos'e' che ando' storto allora? Il fatto che all'Atari avevano fatto molto male i calcoli,producendo circa sette milioni di copie del gioco.

    Howard Scott Warshaw invece non lo chiamerei affatto un povero cristo: seppure ignoto ai piu',"grazie" alla politica Atari di non riportare i nomi dei programmatori (la storia del primo easter egg la conosciamo tutti,vero? :D ),aveva programmato un classico come Yar's Revenge e un altro tie-in,quello dei Predatori dell'Arca Perduta,che per quanto imperfetto era uno dei primi videogiochi,se non il primo, ad implementare il concetto di "inventario".

    E poi considerato quanto e' rognoso programmare su un Atari 2600 (David Crane dichiaro' di aver speso un migliaio di ore per sfornare Pitfall) che in 5 settimane sia venuta fuori una roba come ET e' gia un miracolo.

    Comunque,ET fu un floppone? Si',ma non fu l'unica causa del tracollo dell'Atari,non fu l'unico gioco vittima del modello di business del produrre milioni di cartucce (altro caso esemplare fu la mediocre conversione di Pac-Man),non fu la causa scatenante del crash (che tralaltro andrebbe a sua volta notevolmente ridimensionato,visto che spesso viene descritto con toni esagerati e quasi da Apocalisse) e soprattutto non fu sepolto in segreto: inoltre ci sono altri siti dove l'Atari ha sotterrato cartucce,di cui uno anche piu' grosso di quello di Alamogordo.

    Insomma,la sepoltura fu un fatto acclarato,ma il tam tam di Internet lo distorse contornandolo con un'aura da leggenda che non esiste.

    Mi scuso per la lunghezza del post e spero di non fare la figura del saccente,ma ritengo che alcune cose vanno spiegate chiaramente visto che su questo argomento si e' fatta troppa confusione negli anni.

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    1. Hai fatto la figura del saccente!
      No, scherzo! :D
      Allora: il "povero cristo" per Warshaw si riferiva al lavoro mostruoso affidatogli (toh, escici il gioco in 5 giorni) e per le pernacchie che si è beccato per una vita per questo. Quanto al resto, sì, FU un floppone. Il successo di qualsiasi cosa tu metta in commercio è legato a quanto ne produci. Se vendi centomila copie di un giornale a un euro è un buon risultato, ma se ne hai stampato tre milioni è un bagno di sangue. Non ho parlato poi di sepoltura segreta e ho scritto chiaramente che fu "una delle cause", non l'unica. Per il resto, il post è sul film e quella sul gioco è solo una parentesi (mi occupo di videogiochi per lavoro da 15 anni e ho letto una mezza dozzina di libri sull'argomento. So come andarono le cose, fidati), per cui non era il luogo adatto per un muro di testo sull'argomento.

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    2. A proposito il film dell' AVGN sul gioco di ET sta uscendo proprio in questi giorni !!!

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  18. bel post, complimenti.
    Vedrò di procurarmelo per farlo vedere ai bambini.

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  19. Ma se è veroo che ET ha 900 anni... Come Yoda! Solo una coincidenza???
    grandissimo post, da bruschette nelle cornee

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  20. Io sapevo che uno dei bambini che se ne svolazzavano con la bici era James Iha, futuro chitarrista degli Smashing Pumpkins. È una leggenda metropolitana o è una cosa confermata?

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  21. Forse non tutti sanno che E.T. in realtà si chiama Klee-Borp e che appena ha fatto rientro a casa ha ricevuto una calorosissima accoglienza!

    https://www.youtube.com/watch?v=hLhxUinBnxo

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  22. Io avevo un librone illustrato sui lavori di Rambaldi, e lì mostrava come lui avesse progettato la testa di ET sulla base della testa del suo gatto siamese. C'erano i disegni, dal davanti, di profilo, e combaciavano proprio.

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  23. Beh che dire?
    Visto e adorato al cinema con tutta la famiglia che avevo dieci anni.
    (Mio fratello cinque e ne fu letteralmente terrorizzato.)
    A rivederlo oggi c'è tutta la mia infanzia, non tanto o non solo per una questione di poster, pettinature e bmx, ma per una questione di atmosfera, luci, colori. Se mai avrò un figlio e vorrò fargli capire com'era la mia infanzia mi basterà fargli vedere la scena iniziale con la famiglia attorno al tavolo a mangiare la pizza.

    PS Doc, consiglio a te e agli antristi (almeno quelli di una certa età) di recuperare il film "Joey" di Roland Emmerich (sì, quello lì). Film crucco del 1985 che plagiava senza vergogna sia ET che altre decine di film "da guaglioni" di quegli anni. Non è un bel film, anzi è un gran guazzabuglio, ma rivisto oggi è un campionario incredibilmente puntiglioso e preciso del nostro immaginario fanta-ragazzesco di quell'epoca.

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  24. Questi giorni avevo intenzione di rivedermi E.T.
    Dico sul serio, che ho dei lapsus... non lo vedo da oltre 15 anni!

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  25. Ma allora era vera la storia del bambino senza gambe dentro il costume di ET!!! Io da piccolo pensavo che mia sorella mi prendesse in giro quando me lo diceva!

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  26. "20 cose..." e "Nuovo Cinema..." sempre insieme, unite come i pezzi di un Gunpla

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    1. Sì, quando si presenta la situazione giusta (mare di curiositades e lacrime napulitante) è un esperimento da ripetere.

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  27. Le ultime righe son state proprio da imbruschettamento. Bel posto Doc, peccato il lavoro che mi distrae da certe perle dell'internette.
    Grazie.

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  28. L' interpretazione allegorica del Doc sul finale devo dire mi ha gettato a tradimento del ghiaiame di cava sugli occhi. Quanti amici persi e mai più rivisti , quali ferite perenni nel cuore sensibile di un fanciullo nei momenti così struggenti dell' addio tra mille speranze che ,crescendo, sapevamo infrante in partenza .
    Quali distanze irraggiungibili erano quei pochi caselli d'autostrada per un ragazzino in bicicletta!

    I giovani d'oggi , così i tristemente interconnessi , non capirebbero mai la nostra sofferenza , non potrebbero mai veramente gustare gli ultimi momenti dolciamari delle vacanze al mare, della gita , del cugino in visita.

    Pensate che mio figlio di 3 anni ha già più numeri di coetanee sul cellulare ( di sua madre) di quanti ne abbia avuto io in tutta l' adolescenza. E lo chiamano pure.


    Eh si, gli Amici perduti , che ora si ripresentano a tradimento in facebook e fai finta di essere un ' altro perchè il cuore s'è indurito tra il mutuo e gli sparatutto , e di loro riconosci solo il nome perchè le facce proprio non sapresti da dove vengono , tra barbe bianche , pelate e panze da oktoberfest ; ma lasciamo perdere.

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  29. /prende un coperchio per ripararsi dalle verdure/
    Mai amato questo film, sempre odiato Elliott.
    Qui c'è la mia tessera Doc, dalla pure da mangiare a Zelda e poi brucia le sue feci (.cit)

    Per dare un tono un minino costruttivo a questo commento: Ma Gone Home lo conosci? Il 1995 non è proprio "Il tempo delle bruschette" ma sa offrire del materiale medioevale mica da ridere :-)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Gone_Home

    /fugge/

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  30. Mi viene in mente quell'episodio di South Park in cui prendono per il culo l'abitudine di rifare i film in versioni edulcorate, e mostrano come sarebbe Salvate il soldato Ryan con i walkie-talkie al posto delle armi e appunto quella versione di E.T. Che idiozie che combinano certe persone...

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  31. Bellissimo post.
    Per quanto riguarda il viso di E.T. io sapevo che Carlo Rambaldi si fosse ispirato al suo gatto portando più in su il naso e rendendo più cadenti gli occhi

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    1. Ricordo una ospitata di Rambaldi a Domenica in o qualche trasmissione di quel tipo e con pennarello e fogli di carta spiegò proprio la faccenda del gatto disegnandolo pure. Quindi o usava il gatto come esempio per gli spettatori oppure si era sul serio ispirato al gatto.

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  32. La storia del riciclo per Poltergeist la sapevo (infatti il film non sembra affatto una pellicola di Tobe Hooper ma si respira aria spielberghiana in ogni fotogramma!) il resto invece mi mancava, bella rubrica come sempre, una delle mie preferite!! :)

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    1. Io ho la mia personale teoria che Tobe Hooper abbia fatto quasi da prestanome perché anche a vedere i titoli di testa e' palese che il film sia di Spielberg.Ci mancava solo che avesse fatto le musiche...
      Penso che quasi avesse paura a sporcarsi le mani firmando un vero horror tanto piu' che stava uscendo con un film puro e poetico come E.T.
      Ma e' una personalissima teoria ribadisco.

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  33. ma nemmeno una parola sul tarocc..(ehmehmehmehmehm) remake sfigato "Mac and me"??? https://www.youtube.com/watch?v=QbCCjhqjYc4

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  34. Lo sapevate che Alan Moore, scrisse Skizz ispirandosi alle poche informazioni che giravano su E.T?

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  35. dottore che ne dici di una rece sul nuovo pk?

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  36. Ma il riciclaggio della sceneggiatura iniziale di ET non è confluito poi nei Gremlins? Io avevo letto così, gli alieni incazzosi e Gizmo nel ruolo dell'ET buono.

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  37. La parte "nuovo cinema guaglione" mi ha fatto commuovere

    vallo spiegare a certa gente cosa ha significato per noi vivere gli anni 80!!! Bisognava averli vissuti. E questo film è un flashback emotivo che altro che macchina del tempo.
    Sono secoli che non lo vedo.Ma va bene così, non so se reggerei la botta emotiva.

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  38. Ti odio!
    Alla fine mi sono commossa, come mi commuovo tutte le volte che guardo questo film! L'addio di Elliott ed ET per me è sempre tremendo, altro che bruschetta, la panetteria intera!

    Sì, ET, alieno brutto forse, ma è un amico, magari non solo di Elliott, pure nostro e tutti avremmo voluto volare con lui su quella bicicletta!

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  39. Piccolo ricordo guaglione.
    Ho visto ET al cinema appena uscito. Costringere mio padre a vedere ET e non l'ennesimo film stronzata di Banfi o Montesano fu impresa ardita e solo mia madre lo convinse per una volta a portarmi a vedere un film che piacesse a me e non a lui.
    Sul finale stavo per piangere ma sapevo che a breve si sarebbero accese le luci del cinema e mi avrebbero visto tutti...che fatica trattenere quelle lacrime e non far accorgere nessuno che mi ero emozionato...perchè noi siamo uomini duri degli anni 80 mica bimbiminkia di oggi!

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  40. Mannaggia a te Doc! M'hai fatto venire un magone, con la chiosa finale, che non ti immagini... Sul serio!
    Cmq, grazie, gran bei ricordi con questo filmone...

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  41. Un bellissimo post, Doc. Complimenti. Curatissimo, complesso, emozionante. (Mi è infatti partito un bel magone, che per sedare c'è voluto un po'..)

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  42. Tuo post: Inizio da bruschette (solo leggendo il titolo) e antipasti misti della casa, finale da Cascate del Niagara e ricordi di estati passate marina-camerotensi con sottofondo di "Stand by Me" e voce narrante, ça va sans dire, di Mario Cordova... :-)

    Si, di recente ho visto anch'io la versione moderna coi walkie-talkie (...), di cui ho apprezzato solo gli extra tagliati. Ma per fortuna ho la VHS originale di metà anni '80 e, finché il videoregistratore regge.. :-)

    PS: per casa tua gira, per caso, il pupazzetto rigido-snodabile (sic!) di E.T.?

    PPSS: com'è che più guardo la foto di "Elliott" adulto e più mi sembra reale quanto Max Headroom? Madò, me vengheno li bbrividi. Sembra più realistico il volto di Hugh Jackman plastico-decapitato tra le tue dita di qualche post fa :-)

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  43. In ongi caso, se proprio la scimmia bici è altissima, ti compri una bmx da 100 euro sulla linea equatoriale e poi la modifichi con i kit E.T. e i pezzi vintage kuwahara che si trovano in giro sulla rete.

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  44. Non ho la certezza che il mio commento sia stato incluso. Tuttavia, precisavo due aspetti, entrambi opposti, ma veritieri. Il primo aspetto riguarda il profilo critico con cui è stato stilato l'articolo, il che, potrebbe restituire un merito, io stesso non conoscevo alcuni dettagli del film e dei protagonisti. Il secondo è più "vicino"al cuore. Lasciamo che E.T resti nell'immaginazione collettiva ciò per cui è stato amato, o,odiato. Nel mio blog ci sono vari richiami agli anni '80 così come su facebook. Colleziono giocattoli e personaggi di quegli anni, tra cui, E.T. Quanti "lavori" di fantasia ci abbiamo ricamato su? Quante volte abbiamo scrutato il cielo per scorgere tra le stelle un qual alieno che fosse E.T?
    Grazie dell'articolo

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  45. Ma solo a me la figura di E.T. ha traumatizzato fin da piccolo? o_o ... come si fa a fare un film per bimbi e metterci un alieno con la pelle rugosa e quella voce raccapricciante? Ancora adesso mi ricordo di quando la notte me lo sognavo e mi svegliavo in preda al terrore e cercando di chiamare mia madre senza che ne uscisse un filo di voce.... voie direte "avevi dei genitori sadici che ti facevan ovedere il film a forza?" No! Per colpa di quelle cazzo di pubblicità della Insip, che rendevano l'arrivo di ogni break pubblicitario un evento generatore di ansia. Ancora a desso a 26 anni suonati non riesco a guardarlo, persino a vedere le foto in questo articolo mentre lo leggevo ho avuto non poca difficoltà...

    P.S. scusate per lo sfogo ma questo piccoletto l'ho sempre odiato,non volevo fare il guastafeste ^_^

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