I videogiochi prima di Panariello

Guardi Panariello fare il testimonial, Simoncelli fare il pirla, la CaterinSpàc fare la CaterinSpàc, la Henger con le mutande addosso nelle pubblicità Nintendo in tivvù e pensi: mhh. Guardi la Moreira fare lo stesso e pensi: mhh (però belle bocce). Ma l'aria sprezzante e puzzonasista con cui tu e gli altri membri della tribù dei ludowanker cambiate canale infastiditi al passaggio di questi spot non è poi del tutto giustificata. Che le pubblicità dei videogiochi con i testimonial di un (in)certo spessore ci son sempre state. Da che mondo e Simulmondo. Prendi, ad esempio, Jovanotti...
Il primo Jovanotti, quello della fase diggei bellaraga. Come dimenticare le sue inquietanti pubblicità per il NES, vera causa di tutte le crociate mosse negli anni a seguire contro la dipendenza da videogiochi (sotto la forte spinta dei proprietari delle Mercedes a cui per anni aveva fatto rubare gli stemmi)? Sei come la mia moto, e sei pure un bello stronzo. Grazie tante.
Ma siccome gli italiani se non vedono la pheega vogliono il calciatore (e nel campo dei giochini elettronici i secondi sono considerati un attimo più attendibili), Preziosi tirò fuori il portafogli per ingaggiare la premiata ditta Zenga (ancora con i capelli) e Mancini (ancora senza sciarpa in cachemire) per aumentare i tassi di spaccio della roba Sega nei negozi di giocattolame. Facendo reclamizzare ai due il Master System II, il Mega Drive, tutto. In memorabili spot tv in cui, le braccia alzate, i due fanculizzavano lo spettatore vigliacco del primo pomeriggio di Italia 1, o in altrettanto memorabili pubblicità sulle specializzate, in cui i due assumevano per la bisogna davanti all'obiettivo l'aria degli orfanelli ucraini. Ancora un po' radioattivi. E visto che gli avanzava qualche spicciolo, e ancora non aveva avuto la geniale idea di lanciarsi nella compravendita delle partite di campionato, (Giochi) Preziosi riuscì pure a permettersi la comicità graffiante dell'unico erede di Totò e De Filippo, quel Jerry Calà che ha consegnato alla storia della commedia all'italiana le sue libidini controfioccate. Gli spot di Jerry, chiosati dal jingle di Sonic (Seeeeegaaa) si ritagliarono all'epoca più passaggi su Blob delle tettone di Colpo Grosso. Il che è tutto dire.




Commenti

  1. Avrei voluto lavorare all'epoca...almeno mi sarei sentita chiedere:
    "scussssi, vorrei il gioco di Jerry Calà"
    invece di questo odioso "Oh....mi dai il gioco di Panariello?????"

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  2. Mi piacciono tutti quei riferimenti agli USA nelle vecchie pubblicità del Nintendo. Come se fosse stata l'ultima novità venuta dall'America.
    Ma cosa avevamo per la testa?!

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  3. Oddio, Jerry calà con la spilla mesmerizzante..
    Ma era legale?

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  4. La metamorfosi di Iovannotti (come lo chiamava la buonanima di mio nonno) è spaventosa. IO C'ERO...

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